Preti sposati per vincere la crisi dei preti / Un terzo di preti in meno nella diocesi in soli 20 anni

L’amministratore della diocesi di Clogher, mons. Joseph McGuinness, denuncia il calo del numero dei sacerdoti e annuncia la pubblicazione della lettera pastorale dal titolo “La futura missione delle nostre parrocchie”, in cui descrive sia i cambiamenti sia alcuni dei provvedimenti che dovranno essere presi in tutte le parrocchie affinché possano continuare a realizzare la loro missione.
Roma, (informazione.it - comunicati stampa - varie) La lettera indica la realtà attuale della diocesi in termini di diminuzione del numero di sacerdoti e dell’aumento della loro età media. Dichiara che le 37 parrocchie e le 85 chiese della diocesi sono servite solo da 58 sacerdoti. Ciò rappresenta una riduzione di circa un terzo del numero di preti attivi nella diocesi in soli venti anni. Durante lo scorso anno, la diocesi ha perso il servizio di 7 sacerdoti morti o colpiti da gravi malattie. Solo un nuovo sacerdote è stato ordinato. Dei 58 sacerdoti che sono attivi nelle parrocchie, circa 28 di questi hanno più di 65 anni. Solo 7 sacerdoti ne hanno meno di 50. Mons. McGuinness aggiunge che “ci sono ovvie implicazioni in questo per la nostra capacità di sostenere i livelli di impegno pastorale e sacramentale che sono esistiti fino ad ora”. Per il Movimento Internazionale dei Sacrdoti Lavoratori sposati è una situazione comune a tantissime diocesi sparse per il mondo. "Nessun accenno ai preti sposati che sono una grande risorsa per la Chiesa" (ndr) I cambiamenti prevedono il ritiro di quattro parroci e la nomina di diversi parroci esistenti e nuovi a prendere la guida di più di una parrocchia. La disponibilità dei sacerdoti e la conseguente messa a disposizione delle messe non avverrà su base parrocchiale individuale, ma dipenderà dalle parrocchie vicine che lavorano insieme nelle 7 aree pastorali della diocesi. Nella sua lettera, mons. McGuinness approfondisce l’impegno dei laici nella diocesi indicando l’importante ruolo che possono avere i diaconi permanenti e incoraggiando le vocazioni al sacerdozio. “Il ministero dei laici nella nostra Chiesa è centrale per la sua missione. Apprezzare pienamente ed espandere l’intera gamma di ministeri nella nostra diocesi comporta sia una grande sfida che un potenziale. Non si tratta di compensare il numero dei sacerdoti in diminuzione. È una risposta alla chiamata battesimale di ognuno di noi. Si tratta di incoraggiare ognuno di noi a riflettere su ciò che possiamo dare in servizio alla nostra comunità ecclesiale”. fonte: agensir
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