Beatrice Venezi e Luca Nannipieri irrompono sulla cultura a Lucca

I due volti nazionali e popolari della cultura, lei direttore d'orchestra e ospite di Sanremo, lui famoso critico d'arte e ospite di Striscia La Notizia, intervengono sulla cultura a Lucca
Lucca, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

Afferma Beatrice Venezi in conferenza stampa: "Non sono l'unica, insieme a me, altra gente non allineata politicamente è stata tenuta nell'ombra. La mediocrità ha trionfato e non c'è stata la volontà di far crescere Lucca. Si pensi che una città come questa che ha dato i natali non solo a Puccini, ma anche a Catalani, a Luporini, a Giani Luporini e ad altri, non ha una sua orchestra ed è ridotta a doverla prendere un po' qui e un po' là. C'è chi ha suggerito, appena nominato al teatro del Giglio, di prendere i soldi dal Boccherini. Facile. Eppure a me sembra che nella struttura teatrale di Lucca ci sia anche un conflitto di interessi. Per non parlare del fatto che non sono riusciti a far decollare alcunché tantomeno artisti e personale lucchese. C'è purtroppo l'idea sbagliata che l'erba del vicino sia sempre più verde, una sorta di esterofilia che penalizza le nostre risorse.

Io credo - ha detto Venezi - che sia necessario un coordinamento degli eventi culturali che si tengono a Lucca, una sorta di cabina di regia che faccia sì che ogni evento non sia un a se stante, ma qualcosa che entra a far parte di ujn insieme che valorizzi ancora di più la città. Fin o ad oggi questa amministrazione non ha prodotto alcunché anche in termini di comunicazione al punto che quando sono all'estero diventa difficile far conoscere la città. I musicisti e gli artisti di fama internazionale ma non soltanto, programmano in anticipo la loro stagione mentre qui a Lucca si lascia passare inutilmente il tempo perdendosi dietro a sciocche questioni. Sono contenta, oggi pomeriggio, di essere qui e spero davvero che sia giunto il momento di vedere cadere una amministrazione comunale così pessima e incapace. Io sono a disposizione di questa nuova giunta che, mi auguro, riuscirà a spazzare via il vecchio e l'immobilismo".

 

Dichiara Luca Nannipieri in un comunicato stampa: "La città di Lucca è come un grande calciatore, tenuto finora in panchina, che ha tutto il talento, le capacità e le forze di giocare la Champions, ma finora, negli ultimi dieci anni, l'allenatore non l'ha fatto scendere in campo. La durezza della pandemia e le incognite della guerra hanno ancora di più immobilizzato nell'incertezza una città che ha bisogno di una scossa di forte cambiamento politico e istituzionale.

Credo che il nuovo sindaco debba avere tutte le buone doti di diplomazia, preparazione, buon senso, pacatezza e onestà, per scegliere la squadra migliore e portare Lucca, finalmente, come si merita, fuori da quella panchina che ha portato tantissimi giovani lucchesi a considerarla una città amata, una città del cuore, dove raggiungere la maggiore età, ma poi andare via, per cercare lavoro, riconoscimenti, stipendi e opportunità altrove, perché la città non ne offre come dovrebbe. L'esempio più eclatante è quello che tutti conosciamo: se stiamo a Roma o Bologna o Milano, si fa quasi prima a raggiungere Parigi, Londra e Berlino in aereo che Lucca in treno. Per questo, con rapidità e concretezza, occorre internazionalizzare la città di Lucca affinché, attorno ad essa, gravitino interessi economici, attenzioni mediatiche, massicci blocchi d'investimenti.

Questa internazionalizzazione, che è accaduta ad altre città italiane, portando loro benefici economici e lavorativi di lunga durata, è del tutto mancata a Lucca. Manifestazioni eccezionali come il Summer Festival o il Lucca Comics, appuntamenti importanti come il Lubec, gli spettacoli e i concerti del Teatro del Giglio o del Boccherini, gli omaggi a Puccini, le mostre d'arte che si stanno iniziando a fare con cadenza alla Cavallerizza, le Conversazioni in San Francesco della Fondazione Cassa di Risparmio, la Fondazione Campus per il Turismo, sono punte di diamante d'eccellenza che vanno ancora più valorizzate, ma non conosco un solo giovane (e per lavoro ne frequento migliaia) che mi abbia detto che si è trasferito a Lucca per lavorare nel turismo, nell'arte, nella bellezza, se non come lavoratore stagionale nei bar, nei ristoranti, nelle biglietterie, nelle organizzazioni di eventi, che a stagione alta finita, richiude le valigie e va via.

Credo che Lucca, con la Versilia vacanziera a due passi e le montagne meravigliose della Garfagnana alle spalle, con l'aeroporto di Pisa a mezz'ora d'auto e le principali città d'arte assai vicine, meriti di uscire dalla panchina e di dare un futuro ai propri figli: un futuro di lavoro, di stipendi non stagionali, non occasionali, ma retribuiti e stabilizzati, per farli restare e creare una famiglia. Per far questo, l'internazionalizzazione dei suoi settori strategici, tra cui il turismo e la cultura, è fondamentale. E' l'ultima chance"  

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