Leucemia Mieloide Cronica: anche l’Ospedale di Mirano tra i Centri di eccellenza e punto di riferimento nella rivoluzione che sta cambiando l’Ematologia

Sabato 1 ottobre a Dolo (Venezia) l’incontro “Comunicare. Le parole che curano”, promosso dal Centro di Oncoematologia ed Ematologia dell’Ospedale Civile di Mirano per migliorare il dialogo tra medici e pazienti con Leucemia Mieloide Cronica e offrire un aggiornamento sulle più recenti novità scientifiche.
Venezia, (informazione.it - comunicati stampa - salute e benessere) Promuovere il dialogo tra i pazienti con Leucemia Mieloide Cronica e il team che li accompagna nel percorso di cura composto da ematologi, biologi e infermieri. È questo l’obiettivo principale dell’incontro “Comunicare. Le parole che curano” che si svolge domani, 1 ottobre, a partire dalle ore 9.30, presso Villa Ducale, Riviera Martiri della Libertà 75 a Dolo (Venezia). L’iniziativa, promossa da Novartis Oncology in collaborazione con l’Unità Operativa di Ematologia afferente alla U.O.C. di Oncologia (Direttore Giuseppe Azzarello) dell’Ospedale Civile di Mirano, è parte di una campagna nazionale itinerante, che si articola in incontri educazionali organizzati dai Centri di Ematologia, durante i quali i pazienti hanno la possibilità di confrontarsi con gli specialisti e ricevere aggiornamenti sulle novità terapeutiche.
La Leucemia Mieloide Cronica, malattia del sangue caratterizzata da un incremento del numero di globuli bianchi, sia maturi sia in fase di maturazione, che migrano dal midollo osseo e vanno a localizzarsi nel sangue periferico, colpisce ogni anno circa 1-2 persone ogni 100.000 abitanti; in Italia vengono diagnosticati circa 1.000 nuovi casi l’anno.
Negli ultimi 15 anni la storia dell’Ematologia, e in particolare quella della Leucemia Mieloide Cronica, ha fatto registrare una vera e propria rivoluzione grazie all’avvento delle terapie mirate. «Noi ematologi ricordiamo bene la prognosi di questi pazienti prima dell’arrivo degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI), generalmente infausta: oggi questi stessi pazienti con Leucemia Mieloide Cronica sono diventati lungo-sopravviventi, con un’ottima qualità di vita proprio grazie a questi farmaci maneggevoli e facili da assumere – afferma Claudia Minotto, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Ematologia dell’Ospedale Civile di Mirano – per dare un’idea della portata di questa rivoluzione, grazie agli inibitori delle tirosin-chinasi di prima e seconda generazione, ancora più selettivi ed efficaci, negli ultimi 15 anni nel nostro Centro non abbiamo più visto il passaggio alla crisi blastica o alla leucemia, evoluzione in passato inevitabile per i pazienti con Leucemia Mieloide Cronica; la malattia perde le sue caratteristiche di aggressività, si stabilizza e cronicizza. Le conoscenze, rispetto al passato, sono cresciute, sappiamo che a seguito di una Risposta Molecolare Profonda potrebbe essere testata o indagata la sospensione del trattamento e, anche se i medici sono cauti nel parlare di guarigione, è assai probabile che questa prospettiva possa diventare realtà proprio nei pazienti che ottengono risposte profonde e durature nonostante la sospensione della terapia».

Il Centro è un importante punto di riferimento regionale, dotato anche di competenze laboratoristiche accreditate all’interno della rete italiana dei laboratori standardizzati per la biologia molecolare e aderisce ai trial clinici nazionali e internazionali consentendo ai pazienti l’accesso ai farmaci più innovativi. Nel 1999 è stata una delle prime strutture italiane ad essere coinvolta nella sperimentazione di imatinib, capostipite delle terapie mirate. Oggi ha acquisito una considerevole esperienza nella ricerca e clinica con gli inibitori della tirosin-chinasi di seconda generazione che assicurano una risposta molecolare sempre più profonda e stanno aprendo la prospettiva della guarigione per i pazienti con Leucemia Mieloide Cronica.
La U.O.S. di Ematologia dell’Ospedale di Mirano rappresenta un modello innovativo nel percorso assistenziale al paziente con Leucemia Mieloide Cronica, grazie al team multidisciplinare di cui fanno parte ematologo, biologo, psico-oncologo e infermieri ad alta specializzazione. «La nostra Ematologia ha maturato un’esperienza più che ventennale, infatti ci siamo sempre occupati di malattie del sangue, tumori ematologici e trapianti di midollo – dichiara Giovanni Bertoldero, Dirigente Medico dell’Unità Operativa Semplice di Ematologia dell’Ospedale Civile di Mirano – la nostra casistica, nonostante la relativa rarità della patologia, è piuttosto elevata, con oltre 50 pazienti con LMC in trattamento con gli inibitori della tirosin-chinasi di prima e di seconda generazione; rilevante anche la componente di ricerca che ci vede parte del Gruppo Triveneto per la Leucemia Mieloide Cronica, che comprende diverse strutture d’eccellenza. Abbiamo in corso vari protocolli di studio nei quali sono stati inseriti alcuni pazienti con l’obiettivo di verificare la possibilità della sospensione del farmaco. Il nostro percorso di cura prevede che il paziente sia seguito anche in ambulatorio e in day hospital con visite cliniche e accertamenti specifici per verificare la tolleranza al farmaco e la risposta clinica e molecolare al trattamento stesso».
La centralità del paziente è la chiave di volta di tutta l’attività del Centro di Ematologia dell’Ospedale Civile di Mirano, dove la comunicazione e l’incontro sono parte integrante dell’intero percorso diagnostico-terapeutico assistenziale.
«È nelle corde della nostra Azienda e del nostro Direttore Generale, il dottor Giuseppe Dal Ben, la centralità del paziente, definita come informazione, accoglienza, percorsi diagnostici terapeutici e formazione di reti cooperative come quelle ematologica – sottolinea Minotto – atte a garantire il miglior approccio di cura ai pazienti ematologici, onco-ematologici e oncologici».
Pazienti che oggi grazie ai successi delle terapie possono guardare al futuro con serenità. «Dobbiamo ringraziare AIL e GIMEMA se l’Ematologia italiana è al primo posto nel mondo ed assicura ai nostri pazienti opportunità di cura che fino a un decennio fa non erano nemmeno pensabili – osserva Felice Bombaci, Responsabile Gruppo AIL Pazienti LMC – oggi chi è affetto da Leucemia Mieloide Cronica è destinato a diventare un paziente cronico e con una speranza di vita media sovrapponibile a quella della popolazione generale, ma come tale ha tanti bisogni: il principale, quello di essere curato all’interno di Centri specializzati di alto livello come quello dell’Ospedale Civile di Mirano, e poi di riacquistare il ruolo di cittadino attivo obiettivo per il quale tutta la società deve impegnarsi in modo da assicurare anche a questi pazienti i diritti che spettano loro».
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Ufficio Stampa
Alessandra Deswal
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