CARO FISIOTERAPISTA SCETTICO, LE SCRIVO.

Doverosa replica degli Osteopati esclusivi dell' Associazione A.D.O.E. agli attacchi di alcuni fisioterapisti che hanno colto nell'attuale emergenza sanitaria l' ennesima occasione per screditare la loro professione.
Genova, (informazione.it - comunicati stampa - salute e benessere)

Abbiamo letto nei giorni scorsi un intervento dei signori Maselli e Mourad, cosidetti terapisti manuali e muscolo-scheletrici, come pubblicato nel sito web ufficiale dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (A.I.F.I. ).

Richiamandosi all’emergenza Covid 19  essi hanno stigmatizzato gli osteopati che, a loro dire, avrebbero “fatto circolare messaggi ambigui” sulla possibilità di curare i sintomi della grave affezione come febbre e dispnea, grazie a manipolazioni “miracolose”.

Con la stessa dignità scientifica e morale di chi ripropone oggi reportage su vecchi e non pertinenti esperimenti virologici allo scopo di generare sospetti e odio nel presente, essi hanno assimilato con dovizia e fantasia di particolari l’esercizio dell’osteopatia moderna a quello degli albori. Quando, cioè, anche la medicina ufficiale negli Stati Uniti non differiva di molto da quella dei guaritori, dei cavadenti e degli aggiusta-ossa.

Non sapendo nemmeno se definire l’osteopatia come filosofia, religione o pseudoscienza, stando al resoconto sembrerebbe che da fine ‘800 a oggi gli osteopati portino ancora lunghe barbe, mantelle e stivaloni, fumino oppio e curino con le sanguisughe alla stregua degli sciamani.

Ma c’è un però. A fronte della loro barbarie terapeutica gli osteopati disporrebbero, viceversa, di “sapiente capacità mediatica” nel sapersi “sponsorizzare e mitizzare” agli occhi del cittadino “abbandonato” a sé stesso, inerme e in cerca delle “più disparate pseudo-cure”. Insomma: tanto ancestrali nel trattamento manuale quanto moderni ed abili comunicatori.

Vorrei chiederle, operatore sanitario: secondo lei, gli oltre 10 milioni di italiani che frequentano gli studi degli osteopati possono essere stati manipolati oltre che fisicamente, soprattutto psicologicamente al punto da “da non distinguere più la realtà dalla fantasia”? Pensa realmente che esista ancora qualcuno, “privo di capacità di scelta”, disposto a credere che manipolando la gabbia toracica si possa guarire dai sintomi del Coronavirus? In base alla sua esperienza, ritiene che l’efficacia terapeutica degli osteopati si basi su un gigantesco “effetto placebo” tale da consentire un “riconoscimento sociale costruito ad arte da campagne pubblicitarie”?

Noi riteniamo che “la speculazione, le inesattezze e l’utilizzo contorto delle parole” trovi evidente dimostrazione solo in questo scritto degli ultimi detrattori dell’osteopatia che, inspiegabilmente e contro ogni logica, riscontra pubblica rappresentanza. Un intervento cinico, volto a cogliere la tragica opportunità attuale per infangare l’avversario.

Per quale motivo sosteniamo quanto affermato? Semplicemente perché tutti gli osteopati esclusivi hanno chiuso i loro studi a seguito dell’emergenza epidemica (1). Essendo identificati come professionisti sanitari, ma non ancora istituiti da una lentissima procedura legislativa, gli osteopati hanno rinunciato alla loro unica fonte di sostentamento per evitare di trasmettere il contagio. Quindi, come avrebbero potuto realizzare le loro “manovre miracolose” anti-Covid? E se qualcuno di loro, a mero riferimento culturale, ha citato esperienze di cooperazione osteopatica interdisciplinare e studi per migliorare la salute e contrastare preventivamente l’insorgenza di affezioni (2), forse la finalità di costui non era imbonire bensì offrire speranza e prospettiva agli osteopati costretti a casa e ai loro pazienti da essi consigliati a fare lo stesso. Si potrà discutere sull’attendibilità degli studi attuali degli osteopati non finanziati né sponsorizzati, come di tanti altri studi finanziariamente più fortunati. Ma non si può mettere in dubbio l’onestà intellettuale e il senso di responsabilità di un’intera categoria professionale.

Gentile professionista, noi osteopati esclusivi abbiamo frequentato 5 anni di studi autorizzati e conseguito una laurea equipollente. Abbiamo rispettato il confinamento ancor prima dei Decreti del Governo perché siamo consci della nostra precarietà e consideriamo la Salute al di sopra dei nostri interessi. Quindi, se qui c’è qualcuno che per becere interesse di bottega stia cercando di “infilarsi all’interno della più importante emergenza dopo la guerra”, ebbene quelli non siamo noi.

La ringraziamo per l’attenzione, confidando in future collaborazioni di cui potranno trarre beneficio i nostri comuni pazienti e il prestigio delle nostre rispettive professioni.

Con osservanza,

Michela PODESTA’ e Gabriele TULLIANI Osteopati / soci dell’Associazione Tecnico-Scientifica degli Osteopati Esclusivi (ADOE)

Bibliografia:

  • Pubblicazioni scientifiche (v.foto)

  

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