HO SOGNATO MIA MADRE di "HO SOGNATO MIA MADRE" di Antonella Antonelli

TEATRO ELETTRA - Via Capo D'Africa, 32 - 00184 ROMA DAL 20 AL 22 MAGGIO 2022 venerdì e sabato ore 21/domenica ore 17,30
Roma, Lazio, Italia, (informazione.it - comunicati stampa - spettacolo)

Compagnia Teatro da Viaggio

 presenta 

 HO SOGNATO MIA MADRE

con

Carla Cardarelli

Acting Coach Antonella Antonelli  

Regia di

Massimiliano Milesi

 

Un monologo delicato, una donna che si racconta seduta al tavolo di un caffè all’aperto. È l’ora dell’aperitivo, dell’imbrunire e forse proprio quella luce particolare - che la rassicura -, la porta a ricordare episodi di un passato che sembra ormai risolto. A volte però il tempo non è così galantuomo e le ferite apparentemente rimarginate possono tornare a sanguinare, sebbene per poco. Perché la vita, passando, ci insegna a vivere e si può anche sorridere poi, della nostra ingenuità. Scoperte inaspettate, la presenza in un sogno di una madre anestetizzata e il desiderio di vivere secondo i propri dettami rendono Carla, un personaggio che ci appartiene, magari nascosto in un angolo dei nostri silenzi: libera, come lei stessa si definisce: ‘aria’, felice per indole, ‘raggio di sole’, ci farà ridere e commuovere, ci racconterà, forse a noi, forse a Paola sua amica di infanzia, o forse…

Presente e passato come fossero un’infinita scala a chiocciola che entra nell’intimo e diventa, nella risalita, sorriso e consapevolezza. Un sogno che svela la capacità di scegliere e ricominciare sempre. Amore, gioco, riflessioni, Carla ci porta per mano recuperando la sua infinita voglia di vivere, attraverso lo sguardo sereno e fresco di chi resta per sempre puro, per sempre bambino.

 

Note di Regia

 Nessun luogo meglio del Gianicolo può offrirsi come rampa di lancio per un viaggio a ritroso nella memoria. Naturalmente, questo vale per i Romani. Chi non è stato, almeno una volta, portato da bimbo a vedere i Burattini di Carlo Piantadosi o il cannone che spara a mezzogiorno? E poi, da adolescenti e giovani più maturi, ognuno di noi ricorda passeggiate con amici e/o innamorati. Tutto questo rende il Gianicolo un Luogo della Memoria, ma anche un non-luogo. Il punto adatto a far riemergere il ricordo di una madre, di un padre, degli amori passati e delle amicizie (a volte tradite, a volte àncora di salvezza). Se poi diamo come Unità di Tempo una sera d’Estate, completiamo il quadro. Per qualche strana ragione, d’estate tutto si ferma o rallenta e siamo portati a ripensare, ricordare, qualche volta riconsiderare la nostra vita passata. In questo monologo, assai delicato ed intimo, la protagonista si lascia chiamare ed afferrare dalla sua voce interiore, che si affaccia tra i rami di un pioppo. Il resto è Sogno.

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Per maggiori informazioni
Ufficio Stampa