Napoli, Complesso degli Incurabili, con tracce da Nola, Mariglianella e Brusciano per arte, religione e medicina. (Scritto da Antonio Castaldo)

Giovanni da Nola, Scultore; Vanerabile Carlo Carafa; i medici, padre e figlio, Giovanni e Mariano Semmola.
Brusciano, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) Nel Complesso degli Incurabili, che si trova tra Via Maria Longo e Via Domenico Capozzi, non lontano dal Decumano Maggiore, oggi Via dell’Anticaglia, a Napoli, il 24 marzo 2019 è avvenuto un crollo dentro la Chiesa S. Maria del Popolo, stessa sorte, il 6 aprile, è toccata al soffitto del Reparto Radiologia. L’antica realtà della storia della medicina e dell’arte a Napoli è ha lanciato così il suo grido di allarme e richiesta di aiuto, dopo 5 secoli di vita.
Il crollo di una volta di sostegno del pavimento retrostante l’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, risalente al 1530, ha coinvolto anche parte del coro ligneo e della tomba della cofondatrice dell'Ospedale degli Incurabili Maria D'Ayerba. La fondatrice dell’Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, inaugurato il 23 marzo del 1522 è la religiosa Maria Lorenza Longo Requenses (Spagna 1463-Napoli 1539) Vedova nel 1509 del vice-reggente della cancelleria di Ferdinando II d'Aragona, Joan LLonc, che guarita da una malattia, tornata da un Pellegrinaggio alla Madonna di Loreto nel 1510 entra nel Terz'ordine secolare di San Francesco assumendo il nome di Maria Lorenza e successivamente fonda l’Ordine delle Monache Clarisse Cappuccine. La religiosa è governatrice degli Incurabili per i primi 10 anni, mentre gli statuti vengono approvati con la Bolla “Ex supernae dispositionis” dell'11 dicembre 1523 di Papa Clemente VII.
Ora, secondo una stima dell’ASL Napoli 1, necessitano 100 milioni di euro per un intervento capace di ridare l’intero complesso, comprendente anche l’Antica Farmacia degli Incurabili, alla cittadinanza. Il 24 aprile, un mese esatto dopo il crollo, la Giunta della Regione Campania ha approvato un finanziamento di 80 milioni di euro per i lavori di restauro e consolidamento con il complessivo intento di ripristinare il presidio ospedaliero Santa Maria del Popolo degli Incurabili ed al contempo preservare tutto il suo patrimonio artistico e culturale.
Da una ricerca di storia sociale di Antonio Castaldo, sociologo di IESUS, Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, nel Complesso degli Incurabili, fra le tante e diverse testimonianze, si possono ben indentificare tracce nella storia dell’arte, della religione e della medicina lasciate indelebilmente da valenti e illustri soggetti originari della provincia interna di Napoli: Nola, Mariglianella e Brusciano.
Nola è presente con lo scultore Giovanni Marliano o Meriliano. Essendo nato a Nola, presumibilmente nel 1488, si firma come “Mirilianus” ma è noto come Giovanni da Nola, e muore a 78 anni, secondo il Vasari, così come oggi leggiamo sulla Treccani on line. La sua originaria formazione professionale dall’intaglio del legno passa alla scultura. E’ lui l’autore dei sepolcri presso la Chiesa S. Maria del Popolo agli Incurabili, ordinati da Maria d’Ayerba per i defunti familiari, il marito Andrea Di Capua dei Duchi di Termoli ed il figlio Ferdinando, la cui opere vennero consegnate il 24 luglio 1531. Ed è sempre lui l’autore della statua della Vergine, “La Madonna col Bambino”, presso la Congrega di Santa Maria Succurre Miseris fondata nel 1473 da San Giacomo della Marca con sede prima nella Chiesa di Croce di Palazzo, poi spostata a San Pietro in Aram ed infine nel 1524 stabilita nel Complesso degli Incurabili.
Mariglianella è presente con il Venerabile Carlo Carafa. Figlio dei nobili Don Fabrizio Carafa dei Duchi di Andria e Conti di Ruvo e Donna Caterina di Sangro divenuto Venerabile della Chiesa Cattolica, nasce a Mariglianella nel 1561. Reduce militare da campi di battaglie internazionali torna a Casa a Mariglianella, fa restaurare la chiesetta di famiglia sulle Taverne con intitolazione, per “Grazia Ricevuta”, alla Madonna della Sanità. Una volta ripresi gli studi viene poi ordinato sacerdote il 1° gennaio 1600. Si trasferisce a Napoli nei pressi dell’Ospedale degli Incurabili i cui ammalati vengono da lui assistiti instancabilmente. Tale impegno lo protrae per tutta la vita, nonostante le tante attività di fondazione di chiese, di predicazione, evangelizzazione e di conversioni dei derelitti. E’ fondatore morì l’8 settembre 1633 a 72 anni fra il compianto generale dei napoletani. Nel 1740 inizia la sua causa di beatificazione nel 1832 con la dichiarazione dell’eroicità delle sue virtù e la consacrazione di Beato.
All’Ospedale degli Incurabili, eccellenza del sistema sanitario campano, dove fra tanti altri medici lasciano il segno illustri clinici, come Domenico Cirillo (1739-1799 medico, fra i Martiri della Repubblica del’99; Amantea (1750-1817); Domenico Cotugno (1736-1822); Antonio Cardarelli (1831-1927) ; Giuseppe Moscati (1880-1927) proclama¬to Santo da Papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1987 ci sono anche alcuni appartenenti alla famiglia Semmola.
Brusciano, in queste tracce storiche è rilevata proprio attraverso i Semmola, padre e figlio, Giovanni e Mariano. Il Casato dei Semmola è originario della Puglia: Il primo a nascere a Brusciano è Nicola Semmola nel 1706, di professione “Speziale”. Sposato ad Anna del Giudice diventa padre di 6 figli fra cui Francesco, nato nel 1742. Figlio di Francesco è Giovanni Semmola che nasce a Brusciano il 27 dicembre 1793 e muore a Napoli il 5 aprile del 1896. Si laurea in medicina nel 1820 e sposa Fortunata Panico. Autore del “Trattato di farmacologia e terapeutica generale” pubblicato a Napoli nel 1853, è il primo a descrivere, nel 1834, i segni clinici di quella che verrà poi definitivamente registrata e diagnosticata come la “Distrofia muscolare di Duchenne”. All’Ospedale degli Incurabili dove è medico e professore di Clinica medica imprime ai problemi farmacologici una moderna impostazione, come nel suo “Discorso” del 1836 “Del ricettario dello Spedale degl'Incurabili”.
Il figlio, Mariano Semmola, nasce a Napoli il 29 gennaio 1831, è Medico capo dell'Ospedale degli Incurabili di Napoli, coniugato con Cristina Cerretelli. Alle Elezioni Politiche del 1882, per la XV Legislatura del Regno d’Italia, viene eletto Deputato per il Primo Collegio di Caserta. Poi è nominato, per censo, Senatore del Regno d’Italia l’8 giugno 1886 nella VXI Legislatura. Professore di Clinica terapeutica e farmacologia sperimentale all'Università di Napoli (1864) diventa Preside della Facoltà di medicina chirurgica e farmacia dell'Università di Napoli.

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