Dabigatran etexilato raccomandato per l’approvazione nella prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale in Europa

La prima concreta svolta per la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale a ricevere, dopo oltre 50 anni, il parere positivo dell’Unione Europea
Roma, (informazione.it - comunicati stampa - salute e benessere) – Dabigatran etexilato1, l’anticoagulante orale di nuova generazione di Boehringer Ingelheim, ha ricevuto in data odierna il parere positivo da parte del comitato dei medicinali dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali). Ciò costituisce un passo importante nel percorso che consentirà a milioni di pazienti affetti da fibrillazione atriale (FA) e a rischio di ictus di usufruire della terapia innovativa all’interno dell’Unione Europea.
Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) ha raccomandato l’approvazione di dabigatran etexilato all’interno degli stati membri dell’Unione Europea per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica in pazienti adulti con fibrillazione atriale non valvolare con uno o più fattori di rischio*
Dabigatran etexilato, assunto in un dosaggio di 150mg bid (due volte al giorno), è l’unico anticoagulante orale di nuova generazione ad aver dimostrato superiorità rispetto a warfarin ben controllato (mediana del tempo nel range terapeutico [ TTR] 67%)2 nel ridurre il rischio di ictus e di embolia sistemica. Dabigatran etexilato ha dimostrato una riduzione significativa dei sanguinamenti intracranici rispetto a warfarin ben controllato2-4. Dabigatran etexilato non richiede né un regolare monitoraggio dei parametri della coagulazione, né adeguamenti di dosaggio; la sua efficacia non è influenzata dalle interazioni alimentari e in caso di terapie concomitanti interagisce limitatamente con altri farmaci.
Ogni anno fino a tre milioni di persone al mondo vengono colpite da un ictus correlato alla FA,5-7 spesso si tratta di ictus gravi ed invalidanti e la metà dei pazienti muore entro un anno8. Gli ictus dovuti alla FA tendono ad essere gravi, con un’aumentata probabilità di morte (20%) e invalidità (60%)8 .
Il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim, ha commentato così la notizia: “Finalmente, dopo 50 anni, è disponibile per i pazienti un’ alternativa più efficace di warfarin. L’opinione positiva del CHMP su dabigatran etexilato costituisce un’altra pietra miliare nella storia della prevenzione dell’ictus correlato a fibrillazione atriale. Una volta approvato nell’Unione Europea, dabigatran etexilato (assunto in un dosaggio di 150 mg per due volte al giorno), grazie alla riduzione significativa del rischio di ictus rispetto a warfarin, migliorerà la qualità della vita dei pazienti ed eviterà gravi disabilità ad una percentuale significativa di essi”.
" I risultati dello studio RE-LY sono assolutamente interessanti ed il parere positivo del CHMP rappresenta il primo importante passo affinché anche i numerosi pazienti italiani affetti da fibrillazione atriale, oggi in parte non trattati per difficoltà logistiche, possano beneficiare di questa nuova opzione terapeutica - commenta il Dr. Giuseppe Di Pasquale, Direttore Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Maggiore di Bologna, presidente dell'Italian Stroke Forum e coordinatore italiano dello studio RE-LY.- Sono convinto che, grazie all'efficacia ed alla maneggevolezza di dabigatran, la classe medica potrà disporre di un ulteriore presidio terapeutico per garantire una migliore qualità di vita dei pazienti".
Al di fuori dell’Unione Europea, dabigatran etexilato è stato approvato per la riduzione del rischio di ictus nei pazienti affetti da fibrillazione atriale dalle agenzie regolatorie di USA, Canada, Giappone, Sud Corea, Nuova Zelanda, Israele, Malesia, Filippine, Singapore, Namibia, Colombia, Antille Olandesi, Suriname e Indonesia; i dettagli di queste approvazioni, però, possono essere diversi da quanto raccomandato dal CHMP
L’opinione positiva del CHMP si basa sui risultati del RE-LY®, il più ampio trial sulla fibrillazione atriale ad oggi realizzato. I risultati hanno dimostrato che dabigatran etexilato 150 mg bid è in grado di ridurre il rischio di ictus e di embolia sistemica del 35% in più rispetto a quanto ottenuto da warfarin ben controllato, un dato che si associa alla riduzione di sanguinamenti intracranici e di sanguinamenti che mettono in pericolo la vita2-4.
*Storia pregressa di ictus, attacco ischemico transitorio o embolia sistemica; frazione di eiezione < 40%="" ,="" scompenso="" cardiaco="" sintomatico="" classe="" nyha="" ≥2;="" età="" ≥="" 75="" anni;="" età="" ≥="" 65="" più="" uno="" dei="" seguenti="" fattori="" di="" rischio="" aggiuntivo:diabete="" mellito,="" coronaropatia,="" o="" ipertensione.="">

Fibrillazione atriale e ictus
La fibrillazione atriale è il più comune disturbo del ritmo cardiaco:9 colpisce circa una persona su quattro dopo i 40 anni10 e l’1% della popolazione totale, ma fino al 10% degli individui dopo gli 80 anni.9 I soggetti con FA presentano un aumento del rischio di trombi, il quale a sua volta innalza di cinque volte il rischio di ictus11-12 . Nel mondo ogni anno fino a tre milioni di persone vengono colpite da un ictus collegato alla FA,4-6 spesso si tratta di ictus gravi ed invalidanti e la metà dei pazienti muore entro un anno7 . Gli ictus dovuti alla FA tendono ad essere gravi, con un’aumentata probabilità di morte (20%) e invalidità (60%)7 . Numerosi casi di ictus riconducibili alla fibrillazione atriale possono essere prevenuti adottando un’adeguata terapia antitrombotica 13

Note su RE-LY®
RE-LY® (Valutazione randomizzata a lungo termine della terapia con anticoagulanti) è stato uno studio internazionale, di fase III, randomizzato, che ha coinvolto 18.113 pazienti arruolati in oltre 900 centri di 44 Paesi. Lo studio PROBE (prospettico, randomizzato in aperto, con valutazione in cieco dell’endpoint) è stato usato per mettere a confronto due regimi posologici (110 mg e 150 mg bid) di dabigatran, l’inibitore diretto della trombina per via orale, somministrati in cieco, con warfarin in aperto (target INR 2,0–3,0, mediana TTR 67%).2,3 Il follow-up mediano dello studio è stato di 2 anni, con un follow-up minimo di 1 anno. 2,3
L’endpoint primario dello studio era l’incidenza dell’ictus (anche emorragico) o dell’embolia sistemica. La valutazione dell’outcome secondario comprendeva il decesso dovuto a qualunque causa, l’incidenza dell’ictus (incluso quello emorragico), l’embolia sistemica, l’embolia polmonare, l’infarto miocardico acuto e la morte vascolare (incluso il decesso per emorragia).

Rispetto a warfarin ben controllato, dabigatran etexilato ha evidenziato nello studio clinico:2,3
• Riduzione significativa del rischio di ictus ed embolia sistemica – inclusi gli ictus emorragici – con dabigatran etexilato 150 mg bid
• Percentuali di ictus/embolia sistemica comparabili con dabigatran etexilato a una dose di 110 mg per due volte al giorno
• Riduzione significativa del numero dei sanguinamenti maggiori con dabigatran etexilato 110 mg bid
• Riduzione significativa dei sanguinamenti pericolosi per la vita e dei sanguinamenti intracranici con entrambi i dosaggi
• Riduzione significativa della mortalità vascolare con dabigatran etexilato 150 mg bid

Dabigatran etexilato
Dabigatran etexilato è un farmaco innovativo all’interno della classe degli inibitori diretti della trombina (DTI)1 a somministrazione orale il cui obiettivo è quello di far fronte alle esigenze mediche non ancora soddisfatte nella prevenzione e trattamento in acuto e in cronico delle principali malattie tromboemboliche.
È possibile ottenere potenti effetti antitrombotici con gli inibitori diretti della trombina che ne bloccano in maniera mirata l’attività (di trombina sia libera che legata al coagulo), l’enzima ha infatti un ruolo centrale nel processo di formazione dei coaguli (trombi). Diversamente dagli antagonisti della vitamina K, che agiscono in maniera mutevole tramite diversi fattori di coagulazione, dabigatran etexilato esplica un’azione anticoagulante efficace, prevedibile e costante, con un basso potenziale di interazioni con il cibo e altri farmaci, e senza la necessità di controlli di routine della coagulazione o adeguamenti di dosaggio.

Dabigatran etexilato è già stato approvato per la riduzuione del rischio diictus in pazienti con fibrillazione atriale in 14 paesi con il nome commerciale di Pradaxa®, i dettagli delle varie approvazioni possono essere differenti rispetto a quelli approvati dal CHMP.
Dabigatran etexilato è già stato approvato in 83 Paesi per la prevenzione primaria di episodi tromboembolici in pazienti adulti sottoposti a chirurgia sostitutiva elettiva totale dell’anca o del ginocchio.

Programma di studio clinico su dabigatran etexilato
Il programma di sviluppo clinico condotto da Boehringer Ingelheim per valutare l’efficacia e la sicurezza di dabigatram etexilato è articolato nel modo seguente:
• Prevenzione primaria della tromboembolia venosa (VTE) in pazienti sottoposti ad intervento di protesi totale dell’anca e del ginocchio
• Trattamento acuto della tromboembolia venosa
• Prevenzione secondaria della tromboembolia venosa
• Prevenzione di ictus in pazienti con fibrillazione atriale (FA).

Boehringer Ingelheim
Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 145 affiliate e più di 42.000 dipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda, a proprietà familiare, si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria.
Come elemento centrale della propria cultura, Boehringer Ingelheim si impegna ad agire in modo socialmente responsabile. Coinvolgimento in progetti sociali, attenzione ai propri collaboratori e alle loro famiglie, pari opportunità per coloro che lavorano nell’azienda costituiscono le fondamenta di ogni attività. La collaborazione ed il rispetto reciproci, così come la tutela e la sostenibilità ambientale sono elementi intrinseci al modo di agire di Boehringer Ingelheim.
Nel 2010, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 12,6 miliardi di euro, investendo quasi il 24% del fatturato netto della sua maggiore divisione “Farmaci da Prescrizione” in ricerca e sviluppo.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.boehringer-ingelheim.com

Fonti
1. Di Nisio M, et al. Direct Thrombin Inhibitors. N Engl J Med 2005; 353:1028-40.
2. FDA Advisory Committee Briefing Document, September 2010,http://www.fda.gov/downloads/AdvisoryCommittees/CommitteesMeetingMaterials/Drugs/CardiovascularandRenalDrugsAdvisory Committee/UCM226009.pdf .
3. Connolly SJ, et al. Dabigatran versus Warfarin in Patients with Atrial Fibrillation. N Engl J Med 2009; 361:1139-51.
4. Connolly SJ, Ezekowitz MD, Yusuf S, Reilly PA, Wallentin L: Newly identified events in the RE-LY® trial. N Engl J Med 2010; 363(19): 1875-1876 (November 4th, 2010).
5. Atlas of Heart Disease and Stroke, World Health Organization, September 2004. Viewed July 2009 at http://www.who.int/cardiovascular_diseases/en/cvd_atlas_15_burden_stroke.pdf.
6. Wolf PA, Abbott RD, Kannel WB. Atrial fibrillation as an independent risk factor for stroke: the Framingham Study. Stroke 1991: 22(8);983-8.
7. Marini C, De Santis F, Sacco S, et al. Contribution of atrial fibrillation to incidence and outcome of ischaemic stroke: results from a population-based study. Stroke 2005; 36:1115-9.
8. Lin HJ, Wolf PA, Kelly-Hayes M, et al. Stroke severity in atrial fibrillation: the Framingham study. Stroke 1996; 27:1760-4.
9. U.S. Food and Drug Administration – Pradaxa® Prescribing Information. Oct 19th, 2010.
10. Health Canada – PRADAX™ Prescribing Information. Oct 26th, 2010.
11. Prazaxa® product information, January 2011.
12. Stewart S, Murphy N, Walker A, et al. Cost of an Emerging Epidemic: an Economic Analysis of Atrial Fibrillation in the UK. Heart 2004; 90:286-92.
13. Lloyd-Jones DM, Wang TJ, Leip EP, et al. Lifetime risk for development of atrial fibrillation. Circulation 2004;110:1042-6.
14. Fuster V, Rydn LE, Cannom DS, et al. ACC/AHA/ESC 2006 Guidelines for the Management of Patients with Atrial Fibrillation – executive summary. Circulation 2006; 114:700-52.
15. Kannel WB, et al. Final Draft Status of the Epidemiology of Atrial Fibrillation. Med Clin North Am. 2008; 92(1): 17–ix.
16. Hart RG, Benavente O, McBride R, Pearce LA. Antithrombotic therapy to prevent stroke in patients with atrial fibrillation: a meta-analysis. Ann Intern Med 1999; 131:492-501.
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Katia Consentino
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