"Pleasure Island" Viaggio nella terra dei desideri alla GALLERIA DELL'IMMAGINE, Rimini.

raccontata dall'autore Federico Arcangeli, MERCOLEDI' 16 OTTOBRE 2019. E' la prima volta che il progetto viene presentato a Rimini e per l'occasione saranno esposti anche scatti inediti. Il progetto è inserito in Rimini Foto d'Autunno del Comune di Rimini  . 
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"Pleasure Island" Viaggio nella terra dei desideri raccontata dall'autore Federico Arcangeli

 MERCOLEDI' 16 OTTOBRE 2019
ORE 18.00 
GALLERIA DELL'IMMAGINE, Rimini

E' la prima volta che il progetto viene presentato a Rimini e per l'occasione saranno esposti anche scatti inediti.

Il progetto è inserito in Rimini Foto d'Autunno del Comune di Rimini   

Di seguito la prefazione di Aldo Bonomi.

“L’Isola del piacere” mi ha riportato, gioco forza, al mio libro “Il distretto del piacere” pubblicato vent’anni fa, sul finire del secolo. Quel breve testo aveva come oggetto di studio la cosiddetta nuova “fabbrica” territoriale del divertimento che aveva in Rimini lo snodo pioneristico di rete. Ponevo al centro della riflessione la “nuda vita” intesa come propensione nascente a quotare sul mercato emozioni, stili di vita e corpi, mediata dalle professioni creative della nuova economia del piacere, il cui intento era portare nuovi soggetti dentro alla società dello spettacolo. Nasceva un nuovo modo di comunicare, di pensare, di desiderare, poi esploso e amplificato con l’avvento dei media digitali.

Come allora, il reportage di Federico Arcangeli va dentro queste categorie indirizzando lo sguardo dentro la rappresentazione dei corpi.

Mentre con “Il distretto del Piacere” facevo il flaneur per indagare il nuovo sistema produttivo del divertimentificio e i nuovi mercanti dei desideri, che peraltro ci accompagnano fino ad oggi, “L’isola del Piacere” gronda di nuda vita e di divertimento come dimensione privilegiata della vita, e induce il pensiero sul grande tema della società di oggi.

Ecco perché vedo una continuità di riferimenti sociali tra i due libri. Benché affrontati con due linguaggi diversi e complementari, nel passare dal distretto all’isola del piacere, entrambi pongono al centro della rappresentazione la figura chiave del “consumattore”, che interpreta sé stesso all’interno di un immaginario ispirato da stili di vita desideranti, trasformati in merce.

“L’isola del piacere” li rappresenta nelle sue molteplicità anagrafiche, di rituali e di tendenze. Le immagini raccontano di una nuova diversificazione della composizione sociale della filiera delle emozioni e del desiderio.

Sarebbe auspicabile, a mio parere, che la fotografia, per l’universalità del suo lessico, diventasse sempre più campo di ricerca e punto di vista sui processi reali di cambiamento. In questo senso, ad esempio, mi viene da pensare all’altra faccia dell’isola posta al centro del Mediterraneo, quella che, come in una città di Calvino, si rovescia nella nuda vita dei corpi che cerca di sopravvivere alla ricerca di un altrove migliore approdando sulle coste dell’isola del piacere. Altra grande questione di oggi. Mi chiedo, infine, come possa reggere una società in cui le rappresentazioni più spettacolarizzate sono queste due drammatiche polarità compresenti e abissalmente lontane.

 

Aldo Bonomi,

sociologo e docente

 fondatore di AASTER,
consorzio di ricerca socio-economica

Osservatore delle forme territoriali

del capitalismo contemporaneo
Autore del Distretto del Piacere, 2000
edito Bollati Boringheri

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