L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola”, in collaborazione con il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, Sabato - 14- maggio - 2022, ore 17, ha presentato il libro di Antonella Casaburi “Mirari”.

Limongi ha spiegato che si tratta della storia di una ragazza di origini cilentane che torna nel suo Cilento per ragioni familiari. “Altro elemento importante è proprio il treno che non è solo un mezzo di trasporto, piuttosto un contesto sociale nel quale si recupera il dialogo e questi diventa anche il modo con cui i personaggi trasformano la loro vita.” Ha poi chiarito che si sta parlando di “un treno che non c’è più. Nei treni, difatti, non si dialoga più, però nel libro c’è un invito a recu
Cilento, (informazione.it - comunicati stampa - editoria e media)

L’Associazione storico – culturale, “Progetto Centola”, in collaborazione con il Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, Sabato - 14- maggio - 2022, ore 17, ha  presentato il libro di Antonella Casaburi “Mirari”.

L’incontro si è tenuto a distanza sulla piattaforma GoogleMeet.

Ha condotto e moderato: Prof. Angela Natale. Interventi: Dirigente Scolastico Corrado Limongi, Prof. Milena Montanile, Dott. Antonella Casaburi (autrice del libro). Web master Bonaventura Di Bello.

Il prof. Limongi  ha spiegato che ha già avuto occasione, a Sapri, di presentare il libro Mirari”, assieme alla scrittrice. Ha definito il testo come “un elogio del dialogo”: “È un libro denso di dialoghi, di scambi di battute, una esaltazione dello stesso, laddove in due anni di pandemia abbiamo dovuto fare i conti più con i monologhi. Ho visto una tessitura di rapporti umani” per cui il libro, pagina per pagina è apparso a Limongi come il raccordo dei dialoghi tra i personaggi  e quindi le parole e le sensazioni che offrono al lettore, evidenziano il raccordo tra i personaggi stessi.

Limongi ha spiegato che si tratta della storia di una ragazza di origini cilentane che torna nel suo Cilento  per ragioni familiari. “Altro elemento importante è proprio il treno che non è solo un mezzo di trasporto, piuttosto un contesto sociale nel quale si recupera il dialogo e questi diventa anche il modo con cui i personaggi trasformano la loro vita.” Ha poi chiarito che si sta parlando di “un treno che non c’è più. Nei treni, difatti, non si dialoga più, però nel libro c’è un invito a recuperarlo. Il viaggio che trasforma. I personaggi partono in un modo e arrivano in un altro modo” e sembrano tutti, dal punto di vista esistenziale “attivati al cambiamento”.

La prof. Angela Natale ha dato la parola alla prof. Milena Montanile che ha definito il libro un omaggio alla letteratura e insieme una splendida metafora. “L’espressione più riuscita della dimostrazione dell’amore che lega l’autrice alla propria terra. Quel Cilento luogo dell’anima che diventa il vero protagonista del romanzo”. Ha successivamente posto in luce che la presentazione è stata fortemente voluta dalla Associazione culturale progetto Centola, “che nella persona del prof. Ezio Martuscelli ha posto al centro del proprio itinerario di lavoro le stesse esigenze, le stesse attese che, tradotte nel linguaggio dell’arte, hanno dato vita al romanzo”. Ha poi parlato dell’autrice: “Una giovane e promettente scrittrice alla prima prova narrativa che ha già consegnato all’editore un secondo, impegnativo romanzo storico ambientato nell’antica Roma e un terzo, probabile continuazione di “Mirari”, è in fase avanzata di elaborazione”. Ha successivamentei ricordato che il 13 maggio una bella presentazione dello stesso lavoro è stata trasmessa su Canale 68, felicemente definito “Il libro del ritorno”.

Antonella Casaburi, di formazione classica, docente di italiano e latino nei licei, originaria di Vallo della Lucania, “pendolare per tutto il periodo universitario tra Vallo della Lucania e Roma è sicuramente uno di quei giovani che ritornano per trarre dalle infinite risorse della propria terra la forza per rinascere”.

L’autrice Antonella Casaburi, cui la prof. Natale ha passato la parola, ha quindi ringraziato l’Associazione, colpita dall’amore che la stessa mette nella ricerca documentaristica, di studio, di riappropriazione e di conservazione delle origini e delle radici. Ha sottolineato: “In effetti questo è lo scopo del mio romanzo. Ho accompagnato il lettore  nella scoperta che Giulia fa delle proprie radici e della propria identità perché Giulia è figlia di emigranti, di persone che si sono trasferite a Roma per lavoro. Lei torna nel Cilento per caso e tante cose avvengono così come è stato detto dai relatori”. Ha poi sottolineato la valenza che nel viaggio assume l’incontro tra i sei personaggi, passeggeri del treno. Un incontro di altri tempi, come avvenivano decenni prima di ora, sui vecchi treni intercity che venivano ed andavano al sud. “Un qualcosa che noi pendolari conosciamo. Sebbene si tratti di un romanzo di pura fantasia, però non si può parlare di qualcosa che non si conosce ed io ho vissuto su questa tipologia di treno, ho incontrato sguardi e scambiato parole con questo tipo di persone”.

La conduttrice Natale ha posto via via in luce gli elementi essenziali dei vari interventi e sottolineato la storia d’amore che nasce sul treno e l’insicurezza della protagonista, specificando che tutto ciò che l’autrice si era proposta di raggiungere è stato raggiunto. Ha poi chiesto all’autrice le ragioni del titolo, oltre il significato latino. L’autrice ha spiegato che la scelta di utilizzare il latino per parlare del romanzo, pur essendo questi “di forma scorrevole”, sia dipeso dal fatto che il latino è la lingua madre e quindi è stato un omaggio al latino stesso perché, “da un punto di vista squisitamente letterario la resa significativa del latino è unica”. Nel corso di un intervento il dr. Luigi Leuzzi ha messo in luce quella che ha definito “portata intrapsichica” della narrazione. Questo perché il viaggio “è anche metafora di smarrimento dell’anima in una terra che, da familiare, diviene estraniante, ed anche per questo intrigante, che viene vista con altri occhi, con altro sguardo, che è anche l’occasione per attivare un dialogo tra l’anima individuale e l’anima mundi, facendo riferimento al Cilento come luogo dell’anima”.

Notizie sull'autrice:

Antonella Casaburi, nata a Vallo della Lucania nel 1980, dopo la maturità classica si trasferisce a Roma, dove si laurea con lode in Storia della Critica Letteraria Italiana all'Università "La Sapienza". Esperta e traduttrice di ungherese, docente di Lettere, "Mirari" è il suo fulminante romanzo d'esordio numerose volte recensito su riviste nazionali, esposto al Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Fiera del Libro di Roma.

Bianca Fasano.

 

 

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