I PrecariUnitiCnr tornano a manifestare il loro dissenso contro le politiche a ribasso scelte dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per il superamento del Precariato di Stato.

il 18 Aprile 2019, in concomitanza del C.d.A. dell’Ente, i PrecariUnitiCNR si ritroveranno alle ore 10, sulla scalinata del CNR a Piazzale Aldo Moro per manifestare il proprio dissenso nei confronti dell’Amministrazione Centrale dell’Ente riguardo le politiche al ribasso scelte nel proseguire il processo di stabilizzazione
Roma, (informazione.it - comunicati stampa - politica e istituzioni) In data 18 Aprile 2019, in concomitanza del C.d.A. dell’Ente, i PrecariUnitiCNR si ritroveranno alle ore 10, sulla scalinata del CNR a Piazzale Aldo Moro per manifestare il proprio dissenso nei confronti dell’Amministrazione Centrale dell’Ente riguardo le politiche al ribasso scelte nel proseguire il processo di stabilizzazione.
Con la delibera N.59 l’Amministrazione Centrale ha ufficialmente dichiarato le linee guida per l’aggiornamento del fabbisogno del personale relativa al 2019: la volontà dell’Ente è quella di procedere a solamente 208 assunzioni per scorrimento di graduatorie concorsuali Comma 2 per tutto il 2019, da dilazionare addirittura in due tranche (190 ricercatori e 18 tecnologi). Ci sono infatti ancora più di 700 ricercatori aventi diritto in graduatoria, pertanto è inaccettabile la scelta dell’Ente di elargire briciole .
Si manifesterà anche il dissenso per il procrastinarsi delle decisioni riguardo il processo di stabilizzazione dei colleghi assunti per chiamata diretta, per i colleghi non prioritari e per i colleghi che sono stati addirittura esclusi dai concorsi Comma 2 dopo anni di lavoro con contratti atipici non tutelanti. Senza considerare i colleghi tecnici/amministrativi aventi diritto ad un concorso Comma 2 che sono stati totalmente ignorati, così come tutti coloro che hanno maturato delle carriere “ibride” prestando servizio in altri enti ed istituzioni di ricerca ed ai quali non viene riconosciuta la propria anzianità di servizio e la relativa carriera scientifica.
C’è un evidente progetto amministrativo: ripianare i conti dell’Ente a dispetto dei precari storici del CNR, utilizzando i fondi a loro dedicati sia dalla recente legge di bilancio che dalla precedente.
Mancano infatti all’appello ancora 34,5 mln€ che il CNR si ostina a non utilizzare per assumere relative 700 unità di personale tra tutte le categorie, alleggerendo il peso del precariato nell’Ente: soldi dedicati alle stabilizzazioni, vincolati dal viceministro Fioramonti.
E’ bene ricordare che molti colleghi sono già a casa senza poter proseguire le proprie ricerche scientifiche a causa di stringenti regole interne senza senso che ne impediscono addirittura i rinnovi contrattuali.
Serve assolutamente chiarezza da parte dell’Ente riguardo una pianificazione inclusiva per tutti gli aventi diritto attualmente in attesa della stabilizzazione. Serve un PTA inclusivo che dia certezze ai colleghi precari; il tutto in tempi brevi, a dimostrazione che il più grande Ente di ricerca italiano ha intenzione di continuare ad investire sui colleghi che da tanti anni donano lustro nel mondo al CNR.
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