Concluso il MO20: Metro Olografix programma il futuro di Internet

Metro Olografix, storica e pionieristica Associazione Culturale Telematica, nata a Pescara, ha compiuto vent'anni.
NAPOLI, (informazione.it - comunicati stampa - scienza e tecnologia) Metro Olografix, storica e pionieristica Associazione Culturale Telematica, nata a Pescara, ha compiuto vent'anni. Li ha festeggiati lo scorso 6 e 7 dicembre presso gli spazi del Centro Polivalente "Britti" a Pescara, con un evento di promozione culturale che ha saputo coniugare storia, esperienze e nuove frontiere della tecnologia.
L'evento "MO20 ZERO DAY - Back to the Future" si è svolto in pieno stile Metro Olografix: una due giorni di conferenze, workshop, hackspace e seminari, volti a diffondere la cultura hacker, parlare di diritti in rete e programmare insieme il futuro.
Oltre 250 le presenze nel corso delle due giornate che hanno dato spazio a più di 15 ore di conferenze. La prima giornata si è articolata partendo dalla tavola rotonda di apertura sui diritti della rete e la Dichiarazione dei diritti di Internet, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Metro Olografix, Lucia Zappacosta, il giornalista Arturo di Corinto, storico fondatore di Avana BBS e l'avvocato Andrea Monti, esperto di giurisprudenza informatica, uno dei soci fondatori di Metro Olografix che ha espresso le sue perplessità sulla Carta presentata alla Camera dei deputati da alcuni promotori come Stefano Rodotà e in discussione pubblica on line dal 27 ottobre. “È come discutere della carta dei diritti del tostapane o del frigorifero – ha spiegato alla platea – L’equivoco culturale nasce dal fatto di non riconoscere che i diritti valgono nel mondo on-line come in quello off-line e sono già sanciti dalla nostra Costituzione e dai trattati dell’Onu. Quello che è mancato in questi anni è la tutela pratica di questi diritti, mentre abbiamo assistito a sequestri di server (impedendo l’accesso) e a sconti di pena per i “pentiti” di reati contro il diritto d’autore. La questione non è molto diversa dalla logica della legislazione contro la mafia”.
Dalla platea è intervenuto anche Denis Roio, noto anche come Jaromil, di origini pescaresi, uno degli autori della versione di Linux dyne:bolic e di vari progetti di software libero che ha ricordato che la libertà di ricerca è oggi messa in discussioni da leggi che vietano l’utilizzo privato di alcuni software per la sicurezza informatica, mentre l’intreccio tra interessi statali e multinazionali del settore ha fatto in modo che l’Hacking Team sviluppasse strumenti per il controllo e la repressione dei movimenti in Siria come a Tunisi e forse anche di quelli in Occidente.
Si è proseguito con i seminari più tecnici e specialistici tenuti da alcuni dei migliori esperti e ricercatori Italiani di sicurezza informatica come Antonio Parata, Francesco Ongaro, Massimiliano Oldani e Francesco Perna che hanno mostrato le vulnerabilità ed i rischi del web e dei sistemi utilizzati normalmente nel corso delle operazione che ognuno di noi compie ogni giorno su internet. Al centro della seconda giornata i temi dell’archeologia digitale, del fenomeno dei FabLab e delle questioni legate alla moneta elettronica. Hanno partecipato Gabriele Zaverio, Massimiliano Masserelli ed Emiliano Russo, pionieri della conservazione dei reperti tecnologici, Valerio Mancini, ricercatore indipendente che ha saputo coniugare l'hacking e l'elettronica, Guido Dassori, programmatore impegnato nello sviluppo di software per l'utilizzo quotidiano di BitCoin e Raffaele Mauro innovation Manager di uno dei principali gruppi bancari italiani.
FabLab Abruzzo, Open Biomedical Initiative, Museo dell'Informatica Funzionante (MUSIF), Museo Interattivo di Archeologia Informatica (MIAI), ArtGuru, Dyne, TILT, Freaknet, Verde Binario e Crunchlab sono solo alcune delle associazioni che, insieme a realtà storiche e startup innovative locali ed europee, hanno raccontato la loro storia e fatto sentire la loro presenza presso gli stand dell'hackspace. All’interno dell’hackspace è stata offerta la possibilità di sperimentare in prima persona quello che la stessa Metro Olografix, con la sua attività online e offline cerca di promuovere sin dalla sua nascita: divulgare la cultura della telematica e dell'innovazione e trasmettere il messaggio della vera filosofia hacker fatta di curiosità, ingegno e desiderio di conoscenza, priva di quell'accezione negativa assegnatagli dalla cattiva informazione di massa.
Ad arricchire il tutto non sono mancate le performance musicali live, tenute da alcuni degli artisti locali più interessanti dal punto di vista della sperimentazione artistica attraverso il linguaggio delle nuove tecnologie: Lilia, Globster, Aural Smog e HoRoBi.
Un evento di grande successo in cui, ancora una volta, Metro Olografix è riuscita a radunare sotto lo stesso tetto realtà, non esclusivamente informatiche, provenienti da tutto il territorio europeo con l'obiettivo comune di programmare insieme il futuro.

Per una panoramica dell’evento e delle foto basterà cercare su internet #MO20

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