"Polis Etica": politici e accademici italiani alla ricerca di una soluzione pacifica al conflitto nell'Ucraina orientale

Il senatore Adolfo d'Urso, presidente del Comitato parlamentare italiano per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), si è rivolto ai relatori della conferenza che hanno avuto il difficile compito di elaborare soluzioni per questo inquieto Paese dell'Europa orientale. Il Vice-direttore della rivista "Eurasia", Stefano Vernole, ha presentato una complessa panoramica dell'attuale situazione politica in Ucraina e ha definito la mancanza di volontà politica per una risoluzione pacifica dei conflitti come uno dei problemi chiave. Ha sottolineato che l'approccio equilibrato del Presidente russo Putin ha consentito di non cadere in ulteriori escalation nonostante le numerose accuse e provocazioni volte a innescare un grave conflitto militare nella regione.
Trentino Alto Adige, (informazione.it - comunicati stampa - industria)

Il senatore Adolfo d'Urso, presidente del Comitato parlamentare italiano per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), si è rivolto ai relatori della conferenza che hanno avuto il difficile compito di elaborare soluzioni per questo inquieto Paese dell'Europa orientale. Il Vice-direttore della rivista "Eurasia", Stefano Vernole, ha presentato una complessa panoramica dell'attuale situazione politica in Ucraina e ha definito la mancanza di volontà politica per una risoluzione pacifica dei conflitti come uno dei problemi chiave. Ha sottolineato che l'approccio equilibrato del Presidente russo Putin ha consentito di non cadere in ulteriori escalation nonostante le numerose accuse e provocazioni volte a innescare un grave conflitto militare nella regione.

Eliseo Bertolasi, antropologo e giornalista internazionale, ha richiamato l'attenzione sul fattore umano e sul prezzo elevato che la popolazione del Donbass deve pagare per i giochi del governo. "Il conflitto può essere risolto in modo pacifico, senza che il governo debba bombardare la regione. L'aggressione militare ha portato a un aumento delle tendenze separatiste, fenomeno del tutto comprensibile", ha dichiarato.

L'ambasciatore Maurizio Melani ha citato l'esperienza italiana nel trattare i movimenti separatisti del Trentino Alto Adige, del Friuli-Venezia-Giulia e delle isole della Sardegna e della Sicilia come un esempio di attuazione del regime regionale a statuto speciale, che ha salvato l'Italia dai conflitti territoriali. Per quanto riguarda la Crimea, ha affermato che un nuovo referendum sotto la supervisione internazionale potrebbe permettere di fugare i restanti dubbi circa il suo status di regione della Russia.

Marco Ricceri, Segretario generale dell'Istituto EURISPES, ha parlato dello sviluppo sostenibile come approccio chiave per definire il futuro. "Questa potrebbe essere una base costruttiva per la cooperazione tra l'Ucraina e i Paesi vicini, inclusa la Russia", ha dichiarato. 

Il senatore Luigi Marino ha parlato della storia delle relazioni nelle regioni di Kiev e Odessa, sottolineando che la diffusa russofobia sembra piuttosto assurda, antistorica e persino traumatica, visti gli stretti legami che esistono tra i Paesi.

L'ambasciatore Marco Carnelos si è concentrato sulle politiche degli Stati Uniti sostenute dal Regno Unito e intese a intervenire nella regione per isolare la Russia dal resto dell'Europa. Ha affermato che il sostegno finanziario degli Stati Uniti ha alimentato la russofobia, mentre gli Stati Uniti stanno agendo come una "tigre di carta" che non partecipa agli scontri diretti, ma usa altri per attaccare.

Marco Mayer, professore della LUISS, ha parlato dell'intervento dei servizi di intelligence stranieri negli affari dell'UE e dell'Ucraina. "Un dialogo con i leader dell'UE può essere utile anche per l'Ucraina per raggiungere la pace e risolvere il conflitto con la Russia", ha aggiunto.

L'editore Sandro Teti ha condiviso le sue profonde conoscenze in fatto di cultura russa e si è concentrato sul rispetto reciproco che dovrebbe definire le relazioni tra i diversi gruppi etnici e il ruolo della diplomazia people-to-people.

Al termine della discussione, l'ex membro del partito democratico italiano, il Prof. Leonardo Dini, ha espresso la speranza che Zelensky e Putin avviino un dialogo costruttivo che potrebbe essere sostenuto dagli scambi interparlamentari. "Questo potrebbe essere facilitato da Mario Draghi, Primo Ministro italiano, che potrebbe unirsi a Germania e Francia nel processo di de-escalation. Un nuovo accordo romano potrebbe essere il passo successivo dopo gli accordi di Minsk", ha dichiarato.

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