Al Teatro Duse di Bologna 'Il padre' di Florian Zeller per la regia di Piero Maccarinelli, con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere.

Dal 27 al 29 ottobre 2017
Forlì, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

DUSEprosa
HABER E LANTE DELLA ROVERE AL DUSE CON IL PADRE

Al Teatro Duse di Bologna, via Cartoleria 42

Ancora la famiglia al centro del secondo spettacolo della stagione di prosa del Teatro Duse. Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere portano in scena la storia di Andrea, un uomo che mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer e di sua figlia Anna, molto legata a lui che cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza.
L’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall'immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

Al teatro Duse, dal 27 al 29 ottobre, Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere portano in scena Il Padre di Florian Zeller per la regia di Piero Maccarinelli.

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza...

La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall'immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

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