La Russia vuole proscrivere i Testimoni di Geova. La decisione finale il 12 ottobre

I testimoni di Geova sono accusati di "estremismo" per aver diffuso le loro credenze. Una discriminazione che mette in dubbio la libertà religiosa di tutti i cittadini russi e preoccupa i testimoni di Geova italiani e russi di Marche e Abruzzo.
San Benedetto del Tronto, (informazione.it - comunicati stampa - società) Sono giorni di apprensione per i testimoni di Geova abruzzesi e marchigiani per ciò che sta accadendo ai loro confratelli in Russia. Le stesse comunità di testimoni di Geova russe di Pesaro, Falconara Marittima, Civitanova Marche, Martinsicuro e Pescara seguono attentamente le notizie relative a una possibile proscrizione del loro culto in Russia. L’ultimatum dell’Ufficio del procuratore generale della Federazione Russa inviato con una lettera formale che annunciava la proscrizione del loro culto, all'organizzazione dei Testimoni di Geova in Russia, è stato prorogato al 12 ottobre, dopo che la scadenza prefissata del 23 settembre, non è stata ritenuta opportuna dal giudice del tribunale di Mosca. Infatti l’accusa ha presentato solo tre giorni prima, le sue controdeduzioni (qualcosa come duecento pagine di documenti), non lasciando tempo ai legali della filiale locale dei testimoni, di analizzare e istruire una adeguata linea di difesa.
La Russia vuole proscrivere i Testimoni di Geova. La decisione finale il 12 ottobre
La lettera, ricordiamo, minaccia lo scioglimento del ente giuridico in Russia a meno che i Testimoni di Geova cessino quelle che il governo definisce attività “estremiste”. Questo ultimatum ha implicazioni molto estese e preoccupanti. “Ingiunzioni del genere, infatti, spesso preludono a una escalation di violazioni di diritti umani verso molti altri cittadini e organizzazioni.
Il 20 luglio scorso è entrata in vigore in Russia una nuova legge che criminalizza qualsiasi individuo o associazione religiosa “diffonda informazioni sulle proprie credenze” senza il permesso del governo. Alcuni osservatori, considerano questa nuova legge più dannosa per la libertà di espressione e di culto rispetto alle leggi in vigore nell’ex Unione Sovietica.
A proposito di questa situazione Emily B. Baran, professoressa di storia della Russia e dell’Europa orientale presso la Middle Tennessee State University ha dichiarato: “La decisione dello Stato di discriminare i Testimoni dovrebbe allarmare i cittadini russi, perché lascia presagire che lo Stato sia pronto a revocare anche ad altri gruppi diritti che dovrebbero essere uguali per tutti, e che possa prendere provvedimenti simili contro altre comunità minoritarie”.
Attualmente i Testimoni di Geova in Russia sono quasi 180.000.

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