Efficienza energetica: A che punto si trova il mercato italiano?

Nel corso dell'intervista con Antonello Guzzetti, Qundis Italia, abbiamo analizzato la situazione relativa ai lavori di efficientamento energetico per comprendere se il mercato sta viaggiando spedito come richiesto dalla normativa vigente in materia
Milano, (informazione.it - comunicati stampa - energia) La direttiva che ha imposto l'obbligo di efficientamento energetico per i condomini sta mostrando i suoi primi risultati: il Nord e Centro Italia hanno registrato buone percentuali di adeguamento energetico, circa la metà del mercato è saturo, mentre nel Meridione le percentuali sono inferiori. Antonello Guzzetti, Country Manager Italia per Qundis, ha risposto alle nostre domande in materia di efficienza e risparmio energetico per comprendere meglio le dinamiche di mercato e gli scenari futuri.

Ad oggi si può fare una stima di quanti interventi di efficientamento energetico sono già stati effettuati in Italia? Tra le città metropolitane ci sono alcune che hanno già quasi raggiunto il completamento dell’adeguamento energetico?

Se volessimo fare una stima indicativa potremmo dire che circa il 50% del mercato italiano si è attrezzato in tal senso. Ma non ci sono città che hanno già raggiunto il completamento dell’adeguamento energetico; ovviamente ci sono delle differenze, il Nord-Ovest si è mosso prima e quindi può vantare ora percentuali più elevate, a differenza di regioni del centro nord che si sono mosse leggermente più in ritardo e che quindi avranno bisogno di un lasso temporale superiore. Ma, se consideriamo in toto il Nord e Centro Italia si può tranquillamente affermare che circa una metà del mercato è saturo. Discorso a parte quello del Sud Italia, invece, che ha probabilmente esigenze differenti rispetto a quelle del Nord, basti pensare che parliamo di fasce climatiche diverse e di caloriferi che lavorano tra i 3 e i 4 mesi, a differenza dei 6/8 mesi del nord, e quindi anche tempi per ammortizzare l’investimento un po’ superiori.

I risparmi per il consumatore potranno già essere tangibili una volta terminato il periodo di accensione degli impianti di riscaldamento? Oppure i vantaggi si inizieranno ad intravedere tra qualche anno?

Volendo dare delle stime generali, possiamo affermare che un condominio che non sia già stato oggetto di lavori di efficientamento precedenti potrà indicativamente godere di un risparmio del 15-20% già dal primo anno. Ovviamente si tratta di numeri il cui significato cambia a seconda del contesto geografico, ad esempio un 20% di risparmio a Milano ha un valore superiore di un 30% di risparmio a Roma, questo in quanto si tratta di città con escursioni termiche differenti e un utilizzo del sistema del riscaldamento totalmente differente in termini di tempo. Può sembrare banale, ma l’importante step successivo perché questo risparmio possa essere anche maggiore è quello di informarsi e farlo con costanza, mensilmente anziché annualmente ad esempio. In Germania la sensibilizzazione in materia è a un livello superiore rispetto all’Italia e sono molti di più gli interlocutori informati sui propri effettivi consumi: in Germania il 77% dell’energia casalinga totale viene consumata per il riscaldamento, mentre il restante 23% comprende acqua calda, luce, elettrodomestici ed ulteriori dispositivi. Le tecniche di misura e monitoraggio consentono di essere informati e l’informazione garantisce il massimo ritorno, a lungo termine, sugli investimenti fatti in efficienza energetica.

In termini di risparmio energetico e susseguente risparmio monetario, consiglia ad un residente condominiale di adeguare il proprio impianto di riscaldamento alla normativa che impone l’installazione dei dispositivi di contabilizzazione di calore oppure consiglierebbe di dotarsi di pompe di calore, che possono essere utilizzate anche per il raffrescamento domestico?

Bisogna precisare che si tratta di cose diverse e difficilmente equiparabili. Si tratta di soluzioni con funzioni completamente differenti: le pompe di calore producono energia, la contabilizzazione invece serve a termoregolare e suddividere le singole spese per capire quanto l’utente sta consumando e quanto andrà a pagare. Utilizzare le pompe di calore in un impianto di calore può comunque essere utile per produrre energia in modo affidabile in termini di rendimento. Se parliamo, però, dell’utilizzo delle pompe di calore anche per il raffrescamento domestico il discorso cambia, perché in tal caso chi vuole ricorrere a tale soluzione dovrà modificare totalmente l’impianto, alternativamente non avrà alcun vantaggio. Infatti, le pompe di calore possono essere più efficienti rispetto ad altri strumenti energetici, ma non sono applicabili a tutti gli impianti. Per questo, in termini di risparmio energetico, consiglio sicuramente l’installazione dei dispositivi di contabilizzazione di calore, perché l’altra non è un’alternativa.

Sono molti i condomini, che oltre ad aver messo a norma il proprio impianto di riscaldamento, hanno scelto soluzioni di smart metering per poter controllare anche da remoto i propri consumi e la temperatura all’interno dell’abitazione?

Secondo i dati che stiamo ricevendo i numeri sono ancora bassi. La tendenza emersa in questo primo step di trasformazione è stata caratterizzata dal fatto che sono state vendute per lo più strumentazioni tradizionali, quindi normali valvole. Nel futuro, per mantenere il trend di mercato, si tenderà a sostituire la normale testina con una versione elettronica. Da lì si potrebbe effettivamente aprire alla possibilità di utilizzare ogni valvola come termostato ambiente e abbinare soluzioni di smart metering a questo tipo di strumentazioni.

Si tratta di un processo in divenire; il mercato oggi è fatto di valvole termostatiche tradizionali, ma la tendenza ormai è partita e crediamo sia quella che caratterizzerà il mercato del futuro.

Le aziende che forniscono sistemi di regolazione o termoregolazione tenderanno sempre più ad andare in questa direzione. Oggi ci sono ancora delle problematiche di carattere tecnico o impiantistico, legate sia agli strumenti e alle loro caratteristiche, sia all’approccio dell’utente, che verranno sicuramente superate per entrare in una nuova era della termoregolazione, dove sarà fondamentale la ricezione dei dati per affinare sempre di più i propri consumi.

Qundis propone un sistema di architettura “aperto” per quanto riguarda gli strumenti riguardanti la contabilizzazione del calore. Ci può spiegare nei dettagli questo sistema di monitoraggio?

Prima di tutto è necessario fare una distinzione tra quello che si chiama generalmente “sistema aperto” e quello che noi definiamo “sistema ad architettura aperta”.

Il “sistema aperto” consente di ottenere in maniera autonoma letture e conteggi finali. Questo tipo di sistema è abbastanza complesso da utilizzare: gli utenti finali dovrebbero acquistare il prodotto, installare la strumentazione, essere in grado di leggere i dati che il prodotto mette a disposizione, fare manutenzione o sostituzioni, tutto in maniera autonoma. Oppure affidarsi ad installatori che spesso associano prodotto e servizio.

Qundis fornisce, ad esempio, tutti gli strumenti necessari a chi si offre come tramite tra prodotto/servizio e cliente finale, molti installatori o aziende.

Il “sistema ad architettura aperta” che intendiamo noi è invece un tipo di strumentazione potenzialmente capace di accogliere, registrare e gestire nel tempo più informazioni, senza dover intervenire sulla struttura volta per volta ma implementando nel tempo le funzioni.

Un sistema che può essere ampliato con tutti gli strumenti che riguardano la contabilizzazione del calore, la contabilizzazione dell’acqua, il controllo dei fumi - smoke detector - e molto altro ancora. Al suo interno è possibile integrare qualsiasi dispositivo fornito di tecnologia OMS standard, consentendo di gestire in diversi step vari aspetti del controllo dei consumi.

Facciamo qualche esempio: il primo anno si decide di utilizzarlo per la contabilizzazione del calore, inserendo un ripartitore di valvole termostatiche; l’anno successivo può essere implementato aggiungendo la contabilizzazione dell’acqua, calda e fredda, senza stravolgere e modificare l’impianto primario, e così via, di anno in anno, per tutte le utenze che possono essere di interesse per un condominio.

Si attende che il mercato riguardante soluzioni di smart metering abbia un rapido sviluppo? Oppure i lavori di adeguamento energetico, la cui scadenza è stata prorogata a Giugno 2017, hanno costituito un freno? I costi di adeguamento nonostante le detrazioni fiscali sono stati ingenti per molte famiglie.

Non penso che l’obbligo di adeguamento degli impianti abbia frenato il mercato delle soluzioni di smart metering. Queste ultime servono ad utilizzare in modo automatico e intelligente tutto ciò che deriva dalla termoregolazione, si tratta di un supporto utile agli strumenti di adeguamento che quindi va di pari passo con il loro mercato, e non in contrasto, consentendo di regolare utenze e consumi. È un tipo di mercato che può avere oggi senso in Italia se connesso alla questione della gestione e della lettura dei consumi, ma che può essere ricondotto più in generale alla domotica, ancora poco applicata in Italia in senso ampio, rispetto a quanto avviene in altri paesi.

Intervista a Antonello Guzzetti, Country Manager Italia Qundis, a cura di Orizzontenergia
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