ANTICO EGITTO - LE PIRAMIDI

Quando i Faraoni costruirono le loro piramidi l’idea era che nessuno sarebbe entrato mai al loro interno ed invece l’attenzione è calamitata proprio da questi spazi nascosti e inaccessibili. Quel passato è oggi pietrificato. Non ci sono più tracce oppure sono sepolte e quelle poche che riemergono assumono aria di mistero. Quando non si vede il contesto, si ricorre alla fantasia ed alla supposizione. Per questo occorre riportare alla luce tutto quanto è ancora sepolto.
TORINO, (informazione.it - comunicati stampa - editoria e media)

 

Innanzitutto una premessa: l’orientamento degli edifici sacri era ritenuto di grande importanza nell’antichità e, dunque, anche quello delle Piramidi, per gli Egizi. Quando, però, oggi si discute di “orientamento” delle Piramidi, di che cosa si parla?

Si parla, secondo un’ipotesi dei piramidologi (di cui riferiremo in seguito), di una correlazione fra la posizione delle tre piramidi di Giza e quella delle tre stelle centrali della costellazione di Orione.

Secondo questa teoria, il Nilo corrisponderebbe alla Via Lattea: le tre Piramidi costituirebbero una mappa terrestre delle 3 stelle della cintura di Orione e la Sfinge corrisponderebbe alla Costellazione del Leone. A sostegno di tale dottrina si espressero i piramidologi Hamcok e Bauval.  Bauval, soprattutto, scrittore-ingegnere, il quale guardando una sera il cielo, a occhio nudo o con cannocchiale, non si sa, fece questa strabiliante scoperta e la divulgò, con un successo che resiste ancora oggi, asserendo che:

“…le tre piramidi e la sfinge rappresentano le costellazione di Orione e del Leone osservate all'alba dell'equinozio di primavera durante l'astronomica "Epoca del Leone" (ovvero l'epoca in cui il sole si trovava all'interno del Leone durante l'equinozio di primavera). Come tutte le epoche processionali, si trattò di un periodo di 2 160 anni. Viene generalmente calcolata sul calendario gregoriano tra il 10 970 e l'8810 a.C. » (la lenta oscillazione dell’asse di rotazione della terra dovuta alla precessione, fenomeno di meccanica celeste)

Secondo il nostro fantasioso ingegnere-piramidologo l’intera regione di Giza altro non sarebbe che una gigantesca cartina stellare.

Critiche a queste teorie non tardarono ad arrivare.

L’astronomo Krupp, che aveva studiato l’angolo tra l’allineamento della cintura di Orione e il Nord di allora, scoprì che quell’angolo era imperfetto. Krupp fece anche notare che la linea immaginaria… e si sottolinea immaginaria…  che collegava i tre pianeti non era orizzontale come mostrano alcune immagini, ma era verticale ed imperfetta..

Krupp e Fairall trovarono anche altri problemi in quella teoria, tra cui il fatto che se la sfinge debba rappresentare il Leone, in questo caso dovrebbe trovarsi sulla riva opposta del Nilo (la Via Lattea) rispetto alle piramidi (Orione), perché l'equinozio di primavera del 10 500 a.C. si trovava nella Vergine e non nel Leone e perché, in ogni caso, le costellazioni dello zodiaco nacquero in Mesopotamia ed erano completamente sconosciute in Egitto prima della tarda epoca greco-romana.

L’astronomo Krup, fece anche notare che, nel libro di Bauval la sovrapposizione  fotografica tra le piramidi e la Cintura di Orione è frutto di manomissione:  era stata ottenuta capovolgendo l’Egitto e nelle foto,  il Sud appare in alto nella pagina mentre per le stelle è il nord a essere in alto.   

Per Collins, infine, che aveva notato come l'allineamento con le tre stelle della costellazione di Orione non fosse per nulla perfetto, le tre piramidi di Giza corrisponderebbero a un altro gruppo di stelle nella costellazione del Cigno: le cosiddette ali del Cigno (le stelle ε. γ e δ Cygni).

Fissare un allineamento delle Piramidi con la mappa stellare presuppone un’ottima conoscenza astronomica da parte degli Egizi. In realtà non esistono documenti che avvalorino tale ipotesi, se non pochi accenni a stelle e costellazioni nei testi religiosi; le loro conoscenze erano di derivazione babilonese. Non avevano alcuna idea della  rotazione del sole intorno alla terra e tanto meno della sfericità della Terra. Per gli egizi la Terra era un rettangolo enorme in mezzo al NUN, (le Acque Primordiali da cui era scaturito il Nilo), sovrastato da un secondo enorme rettangolo, che era il Cielo. Tra i due c’era uno spazio, ossia l’aria: terra e cielo, dunque, erano solo delle piattaforme separate dall’aria.

All’epoca, dunque, non possedevano conoscenze astronomiche sufficienti a fissare con esattezza le date di equinozi e solstizi; l’astronomia egizia, infatti, si basava essenzialmente sull’osservazione delle stelle.

Dalle osservazioni sul moto degli astri attorno al Polo, avevano scoperto l’esistenza di quelle che chiamavano “stelle imperiture”; parlavano di sei “astri sfolgoranti” (che non si è riusciti ad individuare), di cinque pianeti che chiamavano “astri che non conoscono riposo”,  avevano studiato le eclissi che chiamavano “incontro del sole e della luna” e di alcune costellazione che oggi è difficile  individuare.

Con queste scarse conoscenze astronomiche, che, però, erano quelle dell’epoca, è assai improbabile pensare ad un allineamento celeste nella costruzione delle Piramidi. Piuttosto ad un orientamento verso il Nord. Sappiamo per certo che gli egizi sapevano determinare il Nord ed avevano acquisito questa conoscenza attraverso l’esperienza e l’utilizzo di uno strumento rudimentale chiamato merkhet, costituito da un regolo dalla cui estremità partiva un filo a piombo, da una assicella con una fenditura verticale a forcella e da un piano fisso al suolo.

Un altro modo di determinare l’orientamento verso nord degli edifici era l’utilizzo delle ombre. Si conficcava un palo nel suolo nel punto scelto per uno degli angoli della costruzione: l’ombra proiettata avrebbe indicato esattamente la direzione est-ovest .

 Gli  allineamenti:

- la piramide di Sekhmehet aveva una deviazione ad ovest di 11°

 - la piramide di Djoser aveva una deviazione di 3°

 - quella di Huni, soli O.24.25°

- quella di Cheope è pressoché perfetta, cosa che fa presupporre già una buona conoscenza astronomica e matematica.

Qualche ricercatore ipotizza anche che la precisione dell’allineamento delle piramidi di Huni o di Cheope

potrebbe anche essere rapportata a quelle che chiama-vano “Stelle Imperiture” piuttosto che al Sole e  quindi ad un allineamento stellare invece che solare. Naturalmente è solo una teoria.

Non è teoria, però, che il calendario sia stato sviluppato sui dati forniti dal rapporto tra il corso annuale del Sole e la posizione della stella Sopdu ossia la stella Sirio,  (della Costellazione del  Cane Maggiore a sud-est della Cintura di Orione) .

All’epoca delle Piramidi, però, ossia 2500 anni circa, a.C. il Nord non era segnato dalla stella Polaris della costellazione dell’Orsa Minore, (l’attuale Stella polare) ma dalla stella Thuban della costellazione del Drago.

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