Antonio Buono

Presidente di sezione della Corte di Cassazione

Ha lavorato nel ferrarese come Pretore e Sostituto Procuratore), a Rovigo (Pretore e Giudice), a Ferrara (Presidente della Corte d'Assise), a Forlì (Presidente del Tribunale). Molte sue sentenze sono apparse su riviste giuridiche

Nel 1944 a Copparo, dove era Pretore e Direttore delle carceri, aiuta la detenuta politica, socialista, Alda Costa ad incontrare un compagno di partito a cui passare una lista di nomi per ricostruire le file del partito socialista. In questo periodo si rifiuta di applicare le direttive della Questura che imponevano non venissero aperte le celle dei detenuti politici durante i bombardamenti. In luglio riesce a sfuggire alle camicie nere che cercavano di catturarlo

Per il suo comportamento L'ANPI gli darà il riconoscimento di patriota. L'episodio è ricordato nella biografia di Alda Costa scritta da Autunno Ravà

Nell'ottobre 1945 è Pubblico Ministero nel processo contro Carlo De Sanctis. Il De Sanctis dal 23 febbraio 1943 era stato a Ferrara come capo dell'ufficio politico della Questura ed era capo della banda fascista che dal luglio 1944 aveva compiuto sevizie, maltrattamenti e assassini in accordo con le SS. L'episodio più noto è l'eccidio avvenuto nei pressi del Caffè del Doro dove sette antifascisti vennero trucidati il 17 novembre 1944. Per il De Sanctis e altre 4 persone, Domenico Apollonio, Luigi D'Ercole, Giulio Valli, e Mario Balugani il P.M. Buono chiese e ottenne la condanna a morte, il 4 ottobre 1945 dalla Corte d'Assise Straordinaria di Ferrara. La Cassazione il 12 febbraio 1946 annullò la sentenza e la pena fu ridotta in seguito all'amnistia. (fonte: Wikipedia)
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