Carlo Cignani

Gli storici dell'arte accreditano Cignani di aver guidato una svolta stilistica e di gusto avvenuta intorno al 1670 nell'ambito della scuola bolognese, che permise di allontanare i pittori dalle influenze della tradizione reniane per accostarli allo spirito accademico

Formatosi con Giovanni Battista del Cairo e con Francesco Albani , subì fortemente l'influenza di Annibale Carracci , del Correggio e, per la prospettiva da sotto in su nonché per l'uso del colore, delle opere di Melozzo da Forlì . Cignani, quindi, si inserì anche nella tradizione della scuola forlivese , al cui sviluppo contribuì col suo stesso lavoro

Dopo le opere giovanili, a Bologna, fortemente barocche , lavorò a Roma dal 1662 dove fu "principe" dell' Accademia di San Luca nel 1710

Dal 1665 fu attivo di nuovo a Bologna, poi a Parma ( 1678 - 1681 )

Il periodo forlivese
Trascorse a Forlì il suo ultimo periodo, anche per la realizzazione del suo grande capolavoro, l' affresco della cupola della cappella della Madonna del Fuoco nella Cattedrale . Nella Pinacoteca civica di Forlì , invece, si possono vedere la tela "Incoronazione di Santa Rosa" e un "Autoritratto". Suo, ma probabilmente con l'aiuto del figlio Felice Cignani , è "La Vergine e San Filippo Neri", nella stessa pinacoteca. Celeberrima è poi "L'Aurora che vola verso l'azzurro per portare al mondo la luce e la vita" ( 1672 - 1674 ), nel Palazzo Albicini , sempre a Forlì. L'Aurora "rappresenta al suo grado più alto il raffinatissimo idealismo formale" di Cignani, risultando così "una delle più belle invenzioni figurative dell'arte secentesca italiana". (fonte: Wikipedia)
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