Giacomo Matteotti

Fu rapito e assassinato da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini , probabilmente per volontà di Benito Mussolini , a causa delle sue denunce dei brogli elettorali attuati dalla nascente dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924 , e delle sue indagini sulla corruzione del governo , in particolare nella vicenda delle tangenti della concessione petrolifera alla Sinclair Oil. Matteotti, nel giorno del suo omicidio (10 giugno) avrebbe dovuto infatti presentare un nuovo discorso alla Camera dei deputati - dopo quello sui brogli del 30 maggio - in cui avrebbe rivelato le sue scoperte riguardanti lo scandalo finanziario coinvolgente anche Arnaldo Mussolini , fratello del duce . Il corpo di Matteotti fu ritrovato circa due mesi dopo

Matteo Matteotti, nonno del politico, era nato a Comasine , nella Val di Peio in Trentino , paese della famiglia Matteotti. Dopo alcuni anni di pendolarismo si era trasferito a Fratta Polesine e morì tragicamente il 9 giugno 1858. Suo figlio Girolamo Stefano (nato a Comasine nel 1839 ) portò avanti e allargò l'attività paterna: commerciante in ferro e rame, aveva investito i profitti in case e in terreni, e raggiunse un'invidiabile posizione economica. L'accusa rivolta al padre di aver costruito la sua fortuna prestando denaro ad interesse provenne dalla stampa cattolica locale di quegli anni, avversaria del figlio socialista, e non è mai stata definitivamente provata. (fonte: Wikipedia)
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