Giovanni Brancati

Alla corte aragonese
Entrò in familiarità con la famiglia di Antonello Petrucci , potente segretario di Ferdinando d'Aragona , premiato dal re, nel 1465, con la nomina a conte di Policastro , borgo natio del Brancati

Fu grazie agli auspici del potente Petrucci, che Brancati poté presto trasferirsi a Napoli , si ritiene non molto dopo il 1465, per entrare nella fiorente cerchia umanistica che gravitava intorno alla corte di Ferdinando d'Aragona , diventandone uno dei protagonisti. Già nel 1468 si ha testimonianza di una sua orazione in latino, la "De laudibus litteraturum", pronunciata al cospetto del re. Nel raffinato ambiente che si raccoglieva attorno al mecenatismo aragonese, Brancati dovette trovare l'ambiente adatto a perfezionare la sua formazione culturale, ma il breve lasso di tempo intercorso tra il suo trasferimento a Napoli e la dotta orazione, depone in favore di una formazione umanistica già acquisita, nella sua sostanza, al momento della partenza dall'originaria Policastro, dove è ipotizzabile che egli abbia sperimentato il magistero del celebre umanista Gabriele Altilio , anch'egli della cerchia aragonese. (fonte: Wikipedia)
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