Pindaro

Nacque a Cinocefale , presso Tebe , nel 518 a.C. o nel 522 , da una nobile e agiata famiglia originaria della Beozia , sarebbe stato allievo della poetessa Corinna e rivale di Mirtide : poeta itinerante, viaggiò a lungo e visse e scrisse per sovrani e famiglie importanti

Pindaro trascorse, in effetti, diversi anni in Sicilia , in particolare a Siracusa ed Agrigento, presso i tiranni Gerone e Terone . Fu appunto in Sicilia che incontrò altri due celebri poeti greci Simonide di Ceo e Bacchilide , suoi rivali nella composizione. In forma maggiore rispetto a questi, Pindaro - di spirito religioso e profondamente devoto alle tradizioni aristocratiche - infuse nella sua opera quella concezione religiosa e morale della vita che gli permise - è il parere di molti critici - di mettersi alla pari, nei versi che scriveva, con l'eroe celebrato, anche nel caso si trattasse di un potente tiranno : il senso di questa operazione era che, mettendo in luce - immortalandola, appunto - l'impresa dell'eroe, il poeta poteva educare le nuove generazioni perpetuando gli antichi valori grazie alla forza della conoscenza data dagli scritti (in greco "γνώμη"). (fonte: Wikipedia)
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