Placido Rizzotto

Nacque a Corleone da Giovanna Moschitta e Carmelo Rizzotto. Primo di sette figli, perse la madre quando era ancora bambino. In seguito all'arresto del padre, con l'accusa di far parte di un' associazione mafiosa , fu costretto ad abbandonare la scuola per occuparsi della famiglia

Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nel Regio Esercito sui monti della Carnia , in Friuli Venezia Giulia , con il grado di caporale prima, di caporal maggiore poi e infine di sergente

Dopo l' armistizio dell'8 settembre si unì ai partigiani delle Brigate Garibaldi come militante socialista

Rientrato a Corleone al termine della guerra , iniziò la sua attività politica e sindacale. Ricoprì l'incarico di Presidente dei reduci e combattenti dell' ANPI di Palermo e quello di segretario della Camera del lavoro di Corleone

Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e della CGIL

Venne rapito nella serata del 10 marzo 1948 , mentre andava da alcuni compagni di partito, e ucciso dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino per l'occupazione delle terre. (fonte: Wikipedia)
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