Orban sotto pressione: l'Unione Europea mette in discussione la sua presidenza

Il primo ministro ungherese Viktor Orban si trova in una posizione delicata. La sua presidenza semestrale del Consiglio dell'Unione Europea, assunta il primo luglio, è ora in bilico. L'Ungheria è tornata ad essere al centro dell'attenzione nelle sale del Consiglio dell'Ue, ma questa volta Orban si trova in una posizione unica: è sia l'accusato che colui che dirige i lavori.

Circa 20 Stati membri dell'Ue intendono affrontare Budapest, accusandola di slealtà. Mentre Orban sarà a Washington per partecipare al vertice della Nato, il suo ambasciatore presso l'Unione Europea sarà messo sotto pressione a Bruxelles. "La Polonia è scatenata", confida un diplomatico.

Orban ha cercato di giustificare la sua missione a Mosca e l'incontro con il presidente russo Vladimir Putin, che non ha concordato con i vertici Ue. Ha parlato dell'impatto negativo che la guerra in Ucraina ha per i cittadini europei in una lettera ottenuta dalla Dpa, datata 5 luglio, lo stesso giorno della visita, e indirizzata al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e ad altri leader Ue.

Le visite compiute nei giorni scorsi da Orban, in particolare quella in Russia dove ha incontrato Putin, hanno mandato in subbuglio le istituzioni europee. Oggi una ventina di Stati membri nella riunione del Coreper (il Comitato dei rappresentanti permanenti) affronteranno Orban accusandolo di «slealtà» poiché in alcune delle sue dichiarazioni a Mosca «è andato direttamente contro le conclusioni del Consiglio Europeo».

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