Tensione tra Stati Uniti e Israele su operazione militare a Rafah

La tensione tra gli Stati Uniti e Israele è in aumento a causa di una controversa operazione militare a Rafah, una città nella Striscia di Gaza. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che l'operazione è indispensabile per sconfiggere Hamas, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che Russia e Cina hanno posto il veto in Consiglio di Sicurezza all'Onu sulla risoluzione elaborata dagli Stati Uniti. La risoluzione sottolineava l'imperativo di un cessate il fuoco immediato e prolungato per proteggere i civili e consentire la consegna di assistenza essenziale.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha incontrato Netanyahu, ma non è riuscito a convincerlo a rinunciare all'attacco a Rafah. Netanyahu ha insistito sul fatto che non c'è modo di sconfiggere Hamas senza andare a Rafah e che Israele condurrà l'operazione anche senza il sostegno degli americani.

Nel frattempo, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha rinviato a lunedì il voto su una nuova risoluzione per un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza. La decisione segue il veto di Cina e Russia sulla risoluzione degli Stati Uniti per la tregua, che per Mosca "dava l'ok all'attacco a Rafah".

Al momento, la Striscia di Gaza rimane sotto assedio, con notizie di oggi, 23 marzo, che riportano continui scontri tra Israele e Hamas. Mentre il mondo attende con ansia una risoluzione, la tensione tra Stati Uniti e Israele continua a crescere.

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