Cutolo, dal questore di Napoli stop a funerali pubblici: oggi l'autopsia sulla salma

Lo stop è arrivato direttamente dal questore di Napoli Alessandro Giuliano.

Oggi, sabato 20 febbraio, sarà eseguita l’autopsia, poi la salma sarà trasferita ad Ottaviano, sua città natale

Non ci sarà alcuna cerimonia solenne per l’addio a Raffaele Cutolo, il boss della Nuova Camorra Organizzata, scomparso mercoledì sera in ospedale a Parma, dove era detenuto un regime di carcere duro.

Stampa. Niente funerali in forma pubblica. (Salernonotizie.it)

La notizia riportata su altre testate

Da Stato di diritto diventa uno Stato Caino – aggiunge D’Elia – uno Stato che non si dimostra forte, ma violento. “Lo hanno prima seppellito vivo nel 41bis per un quarto di secolo e ora gli negano anche un degna sepoltura, una vera cerimonia religiosa”. (Il Riformista)

Il giudice Michele Leoni, nelle motivazioni, riepiloga e contestualizza alcune delle visite ricevute in carcere da Cutolo all’inizio degli anni ’80. Se n’è andato Raffaele Cutolo, boss della camorra noto per l’inossidabile carisma, la capacità di comandare dal carcere e l’inquietante processione di personaggi che, in tanti anni di detenzione, andavano a fargli visita. (Il Fatto Quotidiano)

È stato capace, giovanissimo, dal carcere o dalla breve latitanza, di creare e guidare una delle più potenti associazioni malavitose del Novecento. Cutolo era un criminale, sì, ma anche un essere umano: esattamente come tutti noi. (Il Riformista)

Sono ancora incerte le modalità e i tempi della sepoltura per inumazione di Raffaele Cutolo, il boss della nuova camorra organizzata morto lo scorso mercoledì sera all'ospedale di Parma, dove era detenuto in regime di 41 bis. (NapoliToday)

Anche rispetto a quando si terranno i funerali, è tutto in forse. «Abbiamo avuto solo l’incarico, rispetto alle modalità, non sappiamo in che forma si terranno le esequie, né quando (Stylo24)

Il boss manco si degna di accettare la sfida ma Cutolo inizia a emergere, diventa ‘o Professore. L’omicidio viene punito con la condanna all’ergastolo più 12 anni di carcere, pena ridotta a 24 anni in appello. (Il Riformista)