Debito pubblico, Banca d’Italia: nuovo record a febbraio, superata quota 2.640 miliardi

Debito pubblico, Banca d’Italia: nuovo record a febbraio, superata quota 2.640 miliardi
QuiFinanza ECONOMIA

Si tratta di un nuovo record per il debito pubblico italiano.

Nel primo bimestre dell’anno le entrate tributarie sono state pari a 65,8 miliardi, in calo del 2,5% (1,7 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Nel dettaglio, con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 36,7 miliardi mentre quello delle amministrazioni locali di 0,2 miliardi. (QuiFinanza)

Su altri media

Il nuovo livello del debito pubblico è stimato al 159,8% del Pil nel 2021, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024». Non c’è nulla da urlare come neppure le ragioni che ne potrebbero (eventualmente) giustificare il motivo. (Il Sussidiario.net)

Entro la fine del mese dunque arriveranno il dl Sostegni bis e verrà completato il Recovery Plan (affrontando anche finalmente la questione della governance). Via libera al nuovo scostamento da 40 miliardi: insieme al recovery plan un piano di investimenti da 237 miliardi di euro per fermare l'ondata di disoccupazione prevista in crescita al 9.6% per il 2021. (Today.it)

Calano le entrate tributarie. Per quanto riguarda le entrate tributarie, quelle contabilizzate nel bilancio dello Stato ammontano a 29,2 miliardi, in flessione del 7,6% (2,4 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (Money.it)

Un dato, quest’ultimo, che andrà ritoccato anch’esso al rialzo, riaccendendo i riflettori sulla sostenibilità prospettica del debito stesso. Lo comunica la Banca d’Italia, che ha anche aggiornato al rialzo il debito pubblico registrato a fine 2020, più alto di 4,1 miliardi di euro, ovvero 2.573.386 miliardi, pari al 155,8% del Pil. (Corriere della Sera)

«Come faremo a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici il 27 prossimo, se i mercati non ci fanno più credito?»: all’inizio dell’autunno 1992, Mario Draghi, da un anno e mezzo direttore generale del Tesoro, si pose questa domanda. (La Stampa)

Questa potrebbe essere un’iniziativa per un riscatto dell’Europa dopo il flop sui vaccini che compromette anche le riaperture? Quello di cui abbiamo bisogno è quindi innanzitutto avviare grandi progetti infrastrutturali europei che riguardano più Paesi. (Il Sussidiario.net)

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