Stellantis, ottimi dati: gli analisti ci credono e guardano alla Cina

ClubAlfa.it ECONOMIA

Ora quanto espresso fin qui andrà consolidato dal primo piano industriale che Stellantis presenterà il prossimo 1 marzo.

Secondo gli analisti, Stellantis potrebbe pensare di sfruttare l’appeal di marchi come Jeep e Maserati per pianificare uno sviluppo serio e redditizio in quella zona del Globo.

Una condizione attorno alla quale possiamo far ruotare anche il dato prodotto da Stellantis in questo primo anno di attività dal momento della fusione tra FCA e PSA (ClubAlfa.it)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Secondo Tavares per risolvere il problema servirà tempo, se ne riparlerà a fine 2022 visto che “qualsiasi approccio brutale sarebbe stato inopportuno, bisogna prima analizzare e capire”. Un problema particolare che la riguarda è il prezzo fuori misura dell’energia. (FormulaPassion.it)

Foto 3 di 6. . . . . . L’amministratore delegato di Stellantis è arrivato nello stabilimento di Termoli qualche minuto prima delle 8 direttamente dalla cittadina adriatica, dove ha pernottato. Dalla visita di Tavares si attendono conferme circa il piano di investimento per lo stabilimento metalmeccanico molisano (Primonumero)

In questo primo anno, Stellantis - nata dalla fusione tra gruppo Psa e Fca - ha preparato il piano strategico che presenterà il primo marzo. La corsa è iniziata e Stellantis riuscirà a fare la differenza nel difficile settore in cui opera. (Ansa)

L’arrivo nella prima mattinata e il successivo incontro con la direzione aziendale. La visita a Termoli. Stando alle poche informazioni che trapelano, il primo incontro del ceo di Stellantis sarebbe stato quello con la direzione aziendale dello stabilimento. (Il Quotidiano del Molse)

Nel Pnrr è stato inserito un valore di investimenti pari a 1 miliardo di euro per 3 siti italiani (anche non automotive) tra cui proprio Termoli. L'amministratore delegato di Stellantis Tavares in visita allo stabilimento di Termoli. (Termoli Online)

Ma l’elettrificazione è una tecnologia scelta dai politici, non dall’industria – ha spiegato ai microfoni de Il Corriere della Sera in edicola oggi – C’erano modi più economici e veloci di ridurre le emissioni. (FormulaPassion.it)

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