Covid-19, bollettino del 23 febbraio: 13.314 contagiati e 356 vittime

Covid-19, bollettino del 23 febbraio: 13.314 contagiati e 356 vittime
Inews24 INTERNO

E’ dallo scorso 17 febbraio che il bilancio deli deceduti non era così grave: nell’occasione ne furono 369

Sono invece 356 le vittime di quest’oggi, superiori sia ai 274 di ieri che ai 232 di due giorni fa.

Covid-19, bollettino medico del 23 febbraio. • 13.314 contagiati. • 356 morti. • 12.898 guariti. +28 terapie intensive | +140 ricoveri. 303.850 tamponi. Tasso di positività: 4,4% (-1,3%). 3.647.651 dosi di vaccino somministrate in totale. (Inews24)

Ne parlano anche altri giornali

Speriamo che le azioni più mirate di zone rosse possano mitigare la diffusione". Le varianti del virus Sars-CoV-2 - sostiene Pregliasco - "sicuramente preoccupano" ma "non devono essere considerate un dramma. (IL GIORNO)

Il Covid, killer silenzioso, si è portato via 25 persone di cui quattro casi in Valcamonica Situazione difficile anche in Valcamonica: crescono i ricoveri a Esine con 67 pazienti positivi di cui quattro in Rianimazione. (Corriere della Sera)

"La variante inglese è diventata prevalente in Gran Bretagna e in altre aree, è destinata a diventare prevalente” anche in Italia “visto che rispetto alla variante attuale ha una contagiosità superiore di circa il 40% Quando mi danno del menagramo, penso 'beh vorrei aveste visto quello che abbiamo visto. (Adnkronos)

La variante inglese del virus resta più a lungo nel corpo umano

Covid e varianti, Pregliasco ora è preoccupato: nuova previsione Il virologo Fabrizio Pregliasco ha fatto una nuova previsione per metà marzo: cosa succederà con l'avanzare delle varianti. La variante inglese continua a destare preoccupazione in Italia e il virologo Fabrizio Pregliasco è convinto che “per metà marzo il rischio è che tutti i casi” di coronavirus siano collegati alla nuova mutazione. (Virgilio Notizie)

a versione B.1.1.7 del coronavirus, conosciuta principalmente come "variante inglese", resta presente nell'essere umano quasi il doppio del tempo rispetto alla versione "classica". «Per gli individui affetti dalla variante britannica la durata media dell'infezione è stata di 13 giorni», hanno spiegato i ricercatori. (Ticinonline)

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