Massimo Galli, manifesto sul coronavirus: "Rischio epidemico vivo". Zangrillo risponde: "Cosa non considerate"

Massimo Galli, manifesto sul coronavirus: Rischio epidemico vivo. Zangrillo risponde: Cosa non considerate
Liberoquotidiano.it Liberoquotidiano.it (Esteri)

Possiamo avere anche centomila terapie intensive ma se non sappiamo farle funzionare la gente morirà anche peggio" di adesso.

Replica Zangrillo, ospite ieri a Mezz'ora sui Rai Tre "la carica virale dipende anche dalla capacità replicativa del virus.

La notizia riportata su altre testate

Penso che abbia ragione, non credo a una seconda ondata, come evento automatico. Eppure l’Oms avverte che in Europa il contagio è tornato a crescere e che bisogna prepararsi alla seconda ondata. (Il Sussidiario.net)

Quindi se il Brasile è letteralmente in ginocchio, nulla fa pensare che l'Italia, se non dovesse continuare ad attuare le norme di sicurezza e distanziamento sociale, non possa tornarci.Il timore degli esperti è che le parole dei colleghi possano portare a un abbassamento della guardia che potrebbe tradursi con un aumento dei contagi. (Leggo.it)

Il Sars-CoV-2 non si è dunque placato, non c’è ragione di credere alla sua benevolenza soltanto perché adesso dalle nostre parti si vedono meno casi. Insiste sulla teoria del virus rabbonito invece il cartello dei dieci tra virologi epidemiologi e anestesisti. (Corriere della Sera)

Secondo il gruppo di medici esiste un aumento del numero delle persone che hanno in questa fase contratto debolmente il virus e che quindi non sarebbero capaci di trasmettere il Covid. È guerra di opinioni fra i virologi italiani, secondo Tavio, Andreoni e Galli “l’influenza da Covid potrebbe tornare ai livelli della prima fase”. (Inews24)

Secondo gli infettivologi non si può dire che il virus sia meno aggressivo soltanto perché oggi in Italia si vedono meno casi. Gli autori del manifesto, criticato anche Crisanti, insistono, convinti sulla base dei dati ospedalieri che il coronavirus abbia una carica virale più debole e meno contagiosa. (Virgilio Notizie)

Sono la dimostrazione «che il virus attualmente circolante è attivo e contagiante. Gli infettivologi osservano inoltre che il virus responsabile del focolaio in Vestfalia (con oltre 1500 casi accertati e 7000 contatti) e che sta mettendo in ginocchio il Brasile sia lo stesso che continua a diffondersi in Italia (L'HuffPost)

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