Pio e Amedeo e il politicamente corretto: quando il linguaggio nasconde un pregiudizio profondo

Pio e Amedeo e il politicamente corretto: quando il linguaggio nasconde un pregiudizio profondo
Thesocialpost.it CULTURA E SPETTACOLO

Dire di essere “contro i gay” evoca un frame specifico, ovvero “i gay sono un problema”.

La parola “negro”, cioè, non attiva reazioni mentali di rifiuto automatiche.

Quando il duo dice che “non è la parola negro il problema”, ha scientificamente ragione.

Politicamente corretto. Quello che a molti sfugge è che l’esasperazione del politicamente corretto rischia di creare danni maggiori dei problemi che vuole risolvere

Pio e Amedeo: negri e neri. (Thesocialpost.it)

Su altre testate

Stiamo approvando anche alcune proposte per dare più lavoro ai giovani e investire sulle filiere e, quindi, proteggere il patrimonio mediterraneo e italiano assolutamente unico ed eccezionale”, ha aggiunto Salvini Io penso che difendere la terra sia fondamentale perché l’uomo è ciò che mangia e se l’uomo mangia bene diventa una persona migliore. (LaPresse)

Fondamentale è evitare la comparsa o l'aggravarsi di uno stato di malnutrizione, adottando dei protocolli di nutrizione ad hoc in ospedale. Metà degli anziani sono malnutriti e questo, come visto, rappresenta un fattore di rischio di ricovero e mortalità da Covid -19. (Yahoo Notizie)

Concertone, le parole Michele Bravi contro Pio e Amedeo. Nel corso della sua partecipazione al Concertone, Michele Bravi ha fatto un breve discorso che, seppur apparentemente diverso da quello pronunciato da Fedez, condivide gli stessi principi fondamentali, scagliandosi contro pregiudizi e discriminazioni. (Notizie.it )

Michele Bravi: “Le parole sono importanti quanto le intenzioni”

E' Michele Bravi, che dal palco dell'Auditorium di Roma, ha risposto al monologo sul “politically correct” dei comici Pio e Amedeo, che aveva già scatenato accese polemiche sui social, durante l'ultima puntata di Felicissima sera, andato in onda venerdì scorso su Canale 5. (Video - La Stampa)

Soprattutto da parte di chi ha vissuto sulla propria pelle discriminazioni e offese (come Vladimir Luxuria) o ci ha messo tanto tempo per trovare le parole giuste per rispondere. Un po’ meno il monologo sulla necessità di sdoganare il politically correct, che ha messo il bavaglio a qualunque parola, ritenuta ormai offensiva. (DiLei Vip)

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