Covid, una persona su tre che ha avuto il virus ha sofferto di problemi mentali. Lo studio di Lancet

Covid, una persona su tre che ha avuto il virus ha sofferto di problemi mentali. Lo studio di Lancet
ilmessaggero.it SALUTE

Naturalmente i sintomi sono più gravi in tutti quei pazienti che sono stati costretti al ricovero per Covid.

«L'intensità dei problemi cresce progressivamente a seconda della malattia – commenta Maxime Taquet, professorre di psichiatria all'Università di Oxford e co-autore del nuovo studio –.

Il più grande studio in materia. Quello del Lancet Psychiatry è il più grande studio del genere.

Un terzo di chi ha avuto il virus ha sofferto di problemi mentali. (ilmessaggero.it)

Ne parlano anche altri giornali

Lo ha detto Giovanni Sabatini, direttore generale dell'associazione, nel corso di un'audizione in commissione Finanze alla Camera parlando della disposizione che “impone alla banca di classificare il credito come deteriorato se viene accordata al debitore una ristrutturazione che per la banca stessa comporta una perdita, ancorché limitata, superiore all'1% del valore attuale netto del credito”. (Il Sole 24 ORE)

Le patologie neurologiche, come ictus e demenza sono state sì più rare, ma non tra coloro che avevano avuto una forma più grave della malattia. Sebbene questi ultimi siano molto più rari, sono significativi, specialmente in coloro che si sono ammalati di Covid-19 in modo grave» (Corriere della Sera)

Conseguenze del Covid: un occhio anche al sistema nervoso

Il 34% delle persone che si è ammalato di COVID-19 ha avuto, entro sei mesi dall’infezione, una condizione neurologica o psichiatrica. L’incidenza degli esiti neurologici era inferiore: lo 0,6% ha avuto una emorragia cerebrale, il 2,1% l’ictus ischemico e lo 0,7% la demenza. (Corriere del Ticino)

È emerso un rischio maggiore del 44% di diagnosi di salute neurologica e mentale dopo il Covid-19 rispetto all'influenza, e un rischio maggiore del 16% dopo il Covid-19 rispetto alle infezioni del tratto respiratorio È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Lancet Psychiatry e coordinato dall'università britannica di Oxford (Ticinonline)

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