Philips TV, ecco la gamma OLED 2020. La novità è il processore con AI

Il processore dovrebbe riconoscere cinque categorie di contenuti, natura, sport, alto contrasto, pelle e animazione e intervenire per andare a bilanciare e ottimizzare la resa scena per scena.

La versione da 55 dell’OLED855 ha un nuovo tipo di piedistallo angolato, mentre il 65” una base che Philips definisce T-arc.

I TV, come i modelli dello scorso anno, sono compatibili con tutti gli standard HDR, HDR+ e Dolby Vision inclusi. (DDay.it - Digital Day)

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Il comfort è garantito anche dopo lunghi ascolti grazie all'accurata costruzione dell'archetto in acciaio e dal rivestimento dei padiglioni. In primo piano l'audio personale e in mobilità con una cuffia prestigiosa della serie Fidelio, una cuffia senza fili con un interessante dispositivo anti calore e due auricolari per l'uso sportivo. (DDay.it - Digital Day)

La serie Philips 9435 offre due TV LCD da 55’’ e 65’’ con retroilluminazione Direct LED (Philips la chiama DLED). Anche il Dolby Atmos è a bordo ed entrambi i televisori vantano un sistema audio da 50 watt, mentre il sistema operativo è Android TV 9.0. (AF Digitale)

Kostas spiega anche come sono stati pensati i TV Philips quest’anno, e qual è la filosofia dell’azienda: dare ai consumatori la miglior tecnologia per oggi al miglior prezzo. Anche per The One pieno supporto a tutti gli standard HDR, da Dolby Vision a HDR10+. (DDay.it - Digital Day)

Le Fidelio X3 si posizionano al vertice di una nuova serie indirizzata a chi ricerca prestazioni elevate. Philips sostiene che le X3 offrono una sonorità caratterizzata da bassi generosi, medi caldi e dalla capacità di separare efficacemente la ricostruzione delle voci da quella degli strumenti. (HDblog)

Tutti i pannelli sono LCD Ultra HD Direct LED. I pannelli sono LCD Ultra HD a LED mentre il sistema audio è semplificato. (HDblog)

Aspettando l'8K lavori in corso per l'Oled 48 pollici. Parla con toni sicuri e ambiziosi Kostas Vouzas, Ceo di Philips TV & Audio Europe, un veterano di questa società (vi lavora dal 2004) prima ancora che il marchio passasse (nel 2012) in mano cinesi. (Il Sole 24 ORE)