"Zona arancione, così non si va avanti"

Zona arancione, così non si va avanti
Altri dettagli:
il Resto del Carlino INTERNO

"Non se n’è fatto niente – spiega La Corte –, non l’hanno neanche presa in considerazione e noi chiudiamo, nell’indifferenza della politica

Il malumore dei titolari è acuito dalla sensazione che nel nostro territorio l’indice del contagio non sembra essere così altro da giustificare la serrata.

I ragazzi continuano a chiedermi i turni per lunedì e io non so più cosa dirgli, così non si può andare avanti". (il Resto del Carlino)

Ne parlano anche altre testate

Zona gialla e zona arancione hanno anche un altro divieto in comune: il tetto massimo di due invitati in casa Le differenze principali tra zona gialla e zona arancione riguardano la libertà di spostamento entro i confini regionali (in zona gialla sono consentiti senza autocertificazione) e l'apertura di ristoranti, bar, trattorie, pizzerie, gelaterie e pasticcerie. (Today.it)

A questo si è, poi, aggiunto, il fatto di avere la certezza solo a tarda serata dell’entrata in arancione da domenica, con la necessità di avvisare clienti, dipendenti e fornitori all’ultimo momento. «Avevamo chiesto - conclude Pasi - di poter aprire queste imprese la sera in zona gialla e il giorno in zona arancione con la disponibilità a rivedere gli attuali protocolli per aumentare la sicurezza di clienti e lavoratori, ma nulla è cambiato nonostante le promesse di un approccio diverso al tema da parte del nuovo Governo» (Gazzetta di Parma)

Da qui l’interrogativo: "Ci spiegate perché dovremmo andare in zona arancione?". Da domani si torna in zona arancione. (il Resto del Carlino)

Bologna, protesta dei ristoratori contro le restrizioni

Non possiamo pensare che noi del mondo sanitario viviamo separati dal resto del mondo. In un momento così difficile per alcuni operatori economici, potrebbe essere una cosa intelligente. (Il Messaggero)

A raccontarlo è Luca Mazza, titolare dell’Osteria Cannone in centro a Bologna ed è uno dei tanti ristoratori che stasera si sono dati appuntamento in piazza Maggiore, a Bologna. Tra i promotori della protesta anche Giovanni Favia, ex pentastellato, tra i primi a essere espulsi dal Movimento che rimprovera il Governo di aver “scelto la strada più facile” (LaPresse)

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