Si chiude l’era Faber alla Danone: il Cda silura il patron del colosso alimentare

La Stampa ECONOMIA

In quell’occasione Faber aveva detto agli azionisti che avevano «buttato giù la statua di Milton Friedman», economista simbolo dell’ultraliberismo.

Ma sembra anche lontana l’estate 2020: allora Faber era riuscito a far passare il nuovo status di Danone come impresa benefit (o B-Corp), con l’approvazione al 99,4% dell’assemblea generale.

Il suo Bluebell Capital, azionista di minoranza di Danone, ha chiesto in novembre che l’incarico di Ceo venisse sdoppiato in presidente e amministratore delegato e che Faber fosse escluso da entrambi. (La Stampa)

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Più moderata la posizione di altri epserti: 'La prospettiva dell'arrivo di un amministratore delegato esterno - precisano gli epserti di Jp Morgan - offre qualche speranza di cambiamento". In proposito il mercato resta in attesa del piano strategico 'local first' in agenda per il 25 marzo, per capire come Danone ha intenzione di superare la crisi delle vendite dovuta al coronavirus (la Repubblica)

Danone cambia il ceo, ma per i fondi attivisti è solo una mezza vittoria BlueBell e Artisan ottengono il ricambio al vertice ma non un cambio di strategia. Faber resta presidente, ha la maggioranza del cda e sceglierà il suo successore. (Il Sole 24 ORE)

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