Il Consiglio di Stato decapita i vertici della Corte di Cassazione • Imola Oggi

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Il Consiglio di Stato ha ribaltato una precedente sentenza del Tar del Lazio che, invece, aveva confermato le nomine e respinto il ricorso.

Il Consiglio di Stato, con due distinte sentenze pubblicate oggi, ha decapitato i vertici della Corte di Cassazione.

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Accoglienza infatti il ricorso del giudice Angelo Spirito ha dichiarato illegittime le nomine, fatte nel 2020 dal Csm, del presidente della Suprema Corte Pietro Curzio e del presidente aggiunto Margherita Cassano. (Imola Oggi)

Se ne è parlato anche su altri media

Perché con la sentenza numero 268 del 2022 depositata oggi, la quinta sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso avverso la nomina dell’attuale primo presidente della Cassazione Pietro Curzio, ora formalmente decaduto dalla carica. (Il Dubbio)

Il Consiglio di Stato ha ribaltato una precedente sentenza del Tar del Lazio che, invece, aveva confermato le nomine e respinto il ricorso. l Consiglio di Stato, con due distinte sentenze, ha decapitato i vertici della Corte di Cassazione. (Corriere della Calabria)

Sempre il giornale di via Solferino, tira fuori una storia che velatamente getta ombre sulla recente decisione del Consiglio di Stato. Lo stesso che, secondo le motivazioni redatte da tirso, doveva diventare presidente della Corte al posto di Curzio» conclude Bianconi. (Il Dubbio)

Il conflitto di interessi del giudice che ha decapitato la Cassazione

Anzi, per dirla tutta, ce ne sono ben due di carte. "Carta canta". come diceva ormai trent'anni fa Antonio Di Pietro. (La Repubblica)

A ricorrere contro le due nomine un altro candidato, Angelo Spirito. E ora anche nel caso dei vertici della Suprema corte che sono, lo ricordiamo, tra i magistrati più importanti d’Italia. (L'HuffPost)

Testimoniano che non un giudice qualunque, ma il "relatore estensore", come scrivono al Consiglio di Stato, di entrambe le sentenze, il consigliere di palazzo Spada Alberto Urso, nel 2018 aveva superato il concorso per entrare in quota Cds a seguito di varie prove scritte e orali, valutate da una commissione esaminatrice di cui faceva parte anche Angelo Spirito, cioè proprio il consigliere (La Repubblica)

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