Crac Evergrande in Cina: da crollo a demolizione controllata?

L'HuffPost ECONOMIA

Ma mentre un salvataggio statale è fuori discussione, come si è detto, la Cina vuole anche evitare un crollo incontrollato

I detentori di azioni potrebbero venire letteralmente spazzati via dal gigantesco crac, mentre gli obbligazionisti, dal canto loro, si stanno già strappando i capelli.

Evergrande è la prima grande vittima delle cosiddette “tre linee rosse” di Pechino, pensate per ridurre i livelli di debito insostenibili nel settore immobiliare. (L'HuffPost)

La notizia riportata su altri giornali

Alcuni analisti definiscono il crollo finanziario del colosso immobiliare Evergrande come un possibile terremoto per i mercati, prossimo per entità a quello di Lehman Brothers nel 2008. I dirigenti di Evergrande, pompatissimi, avevano cominciato a fare diverse promesse anche nel campo degli investimenti automobilistici. (FormulaPassion.it)

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Mentre Hui incassava i suoi dividendi, il debito di Evergrande cresceva da 179 miliardi di dollari a 242 miliardi, arrivando poi nel 2020 a 302 miliardi, quando nel 2009 si fermavano a 7,7 miliardi. (Money.it)

Pechino non sembra intenzionata a correre in soccorso del gigante immobiliare indebitato per 300 miliardi di dollari ma la Banca centrale è intervenuta anche oggi per stabilizzare il sistema iniettando altri 70 miliardi di dollari 1' di lettura. (Il Sole 24 ORE)

La giornata prende il via in territorio negativo per le principali Borse europee, nonostante la chiusura positiva di Wall Street e della Borsa di Tokyo. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti giungeranno le vendite di case nuove (Finanzaonline.com)

Stando a indiscrezioni, il Governo di Pechino avrebbe avvertito i funzionari pubblici di prepararsi “alla possibile tempesta” in riferimento a Evergrande. Evergrande agita ancora i mercati in Asia. Alle ore 8.15 circa italiane, il Nikkei guadagna il 2,14% con un rimbalzo trascinato soprattutto dalla positiviità di Wall Street. (Money.it)

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