La Palma d'oro è Titane di Julia Ducournau

La Palma d'oro è Titane di Julia Ducournau
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Il premio per la migliore interpretazione maschile va all’attore texano Caleb Landry Jones per Nitram di Justin Kurzel.

La Palma d’oro del 74/o festival di Cannes è Titane della regista francese Julia Ducournau.

La migliore attrice è invece la norvegese Renate Reinsve per il film The Worst person in the world (Julie en 12 chapitres) di Joachim Trier

L’annuncio è stato dato in anticipo dal presidente di giuria Spike Lee, che ha spiazzato tutti con la sua gaffe. (Ticinonews.ch)

Ne parlano anche altre fonti

La Camera d'oro, il premio alla miglior opera prima della selezione, va a "Murina" della regista croata Antoneta Alamat Kusijanovic. L'annuncio è stato dato in anticipo dal presidente di giuria Spike Lee, che ha spiazzato tutti con la sua gaffe. (Ticinonline)

Ma è solo la punta dell’iceberg che ha affondato il Titanic (ah, ah), ovvero un concorso già di suo mediocre: Spike Lee e accoliti hanno fatto sfaceli. L'iceberg di Spike Lee e altri imbarazzi: sul palmares di Cannes 74. (cinematografo.it)

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Titane, trama e info del film che ha vinto la Palma d'Oro

spike lee a cannes. Miglior attore l'americano Calab Laudry Jones, miglior attrice la norvegese Renate Reinsve. Il presidente della Giuria del festival di Cannes, Spike Lee, si è lasciato sfuggire all'inizio della cerimonia di premiazione della 74edizione del festival che il film francese 'Titane' della regista francese Julia Ducournou ha vinto la Palma d'Oro. (AGI - Agenzia Italia)

Fare grande cinema è il risultato di una lunga guerra che un autore ingaggia con sé stesso» «Dovete sapere che io adoro lo sport e quando finisce una partita la prima cosa che annunci è il risultato. (La Sicilia)

Vincent, il padre di Adriane, che non ha mai smesso di cercarla, al settimo cielo per aver ritrovato la figlia, la porta a casa. Qualche limite strutturale Titane lo mostra nello svolgere la propria trama; basta pensare a come il punto focale del film a cui il titolo fa riferimento venga poi affrontato e risolto sbrigativamente nell’ultima scena (Metropolitan Magazine )

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