Appalti e tangenti, corruzione in Venezuela: sequestrati 42 milioni a società milanese

IL GIORNO INTERNO

"Una somma pari al 7% - si legge ancora - è stata trattenuta da Cladellas e Lujambio (presunti intermediari, ndr) a titolo di mediazione".

"Io ero informato dell'ammontare delle tangenti (.) ci sono 21 milioni di costi di provvigioni", si legge nell'intercettazione.

La corruzione internazionale sarebbe stata portata avanti tra Milano, Spagna, Stati Uniti, Bulgaria e Venezuela fino al 2018.

Appalti e fatture false. (IL GIORNO)

La notizia riportata su altre testate

Il provvedimento è stato adottato dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppina Barbara, a seguito delle indagini condotte dai sostituti procuratori Francesco Ciardi e Paolo Storari. Nell'inchiesta sono state accertate responsabilità da parte dei rappresentanti legali e del direttore finanziario pro tempore della società, di alcuni dirigenti pubblici venezuelani e di alcuni cittadini spagnoli e messicani per il reato di corruzione internazionale aggravato dall'esistenza di un gruppo criminale organizzato "impegnato in attività criminali in più di uno Stato" (MilanoToday.it)

Nel 2013, la commessa - dal valore totale di 70 milioni di euro - era stata affidata direttamente, senza gara pubblica, alla Lattonedil, che ha fornito alla società venezuelana dei pannelli stratificati in acciaio, utilizzati proprio per costruire le case. (MilanoToday.it)

Le contesta la Procura di Milano che, riprovando a imboccare la strada della corruzione internazionale dopo i processi sfociati nelle assoluzioni dell’Eni per commesse in Algeria nel 2009 e Nigeria nel 2011 , ha ottenuto oggi dall’Ufficio Gip il sequestro preventivo di 42 milioni di euro di profitto a carico della Lattonedil Spa dei fratelli Giulietto e Sergio Bettio: cioè del gruppo brianzolo dei pannelli per l’edilizia (ma da 220 milioni di fatturato con 10 stabilimenti in Italia, Germania, Spagna, Francia e Bosnia) accusato di aver pagato tangenti agli allora presidente e direttore generale di PDVSA-Petroleos de Venezuela Industrial Sa per ottenere nel 2013-2014 due commesse di 13.500 pannelli del complessivo valore di 71 milioni. (Corriere Milano)

L'altra azienda, la prima casella del gioco finito poi a Caracas, porta invece sotto la Madonnina e precisamente in via degli Olivetani. Così sono partite le indagini, coordinate dal servizio centrale operativo, per verificare che quegli esborsi di denaro - come poi accertato - non fossero in realtà delle tangenti mascherate. (MonzaToday)

Per ottenere appalti per 71 milioni di euro in Venezuela, un gruppo italiano avrebbe pagato decine di milioni di euro di tangenti. Le mazzette sarebbero finite all’ente petrolifero di Stato, Petroleos de Venezuela Industrial Sa, e ai presunti intermediari, gli «apritori di porte», a cavallo tra Hugo Chavez e Nicolas Maduro. (La Stampa)

Le indagini hanno riguardato l’assegnazione alla società italiana (con affidamento diretto) dal Venezuela di una maxi commessa da 70 milioni di euro, finalizzata alla realizzazione di abitazioni di edilizia popolare. (RagusaOggi)

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