Dieci anni dopo Utoya, il mostro Breivik non si pente

Dieci anni dopo Utoya, il mostro Breivik non si pente
La Nuova Sardegna ESTERI

Ma difficilmente otterrà la libertà condizionale, anche in un sistema ultragarantista come quello di Oslo

Anders Behring Breivik, il mostro che il 22 luglio 2011 massacrò a sangue freddo con armi automatiche 69 studenti in un campo estivo all'isola di Utoya e altre otto persone a Oslo, punta alla libertà condizionale attraverso una revisione legale alla quale ha diritto dopo dieci anni di prigione in base all'ordinamento vigente. (La Nuova Sardegna)

Se ne è parlato anche su altre testate

Breivik, secondo alcune prime testimonianze in stato di shock, non avrebbe agito da solo, ma le ricerche e le indagini della polizia norvegese su possibili complici non hanno individuato altre persone Dopo aver fatto esplodere l’autobomba nei pressi degli uffici governativi, Anders Breivik si è avviato verso Utøya, vestito da agente della polizia norvegese e fingendo di cercare bombe sull’isola. (IL GIORNO)

Dieci anni fa l'incubo di Utoya e la follia neonazista di Anders Breivik
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