«Il killer può ritornare». Agenti armati in ospedale per proteggere Luca Cavallito

«Il killer può ritornare». Agenti armati in ospedale per proteggere Luca Cavallito
ilmessaggero.it INTERNO

Era partita come è una protezione discreta, antenne alzate da parte delle forze dell’ordine e del personale dell’istituto di vigilanza che cura la sicurezza in ospedale.

Le difficoltà normative da superare sono complesse; cosa sia accaduto nel frattempo, e con quali riflessi per Albi e Cavallito, è quanto si cerca di mettere a fuoco

È proprio il killer, in questo momento, la figura chiave: non è manovalanza locale, di questo gli investigatori sono convinti. (ilmessaggero.it)

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Sotto la guida tecnica di Beppe Brucato, ha disputato in orange un campionato di Eccellenza con tredici presenze e una rete Restano gravi, anche se in lieve miglioramento, le condizioni di Luca Cavallito, il 49enne ex calciatore ferito nell'agguato avvenuto il primo agosto scorso al bar del Parco di Pescara, in cui ha perso la vita l'architetto 66enne Walter Albi (QC QuotidianoCanavese)

Raggiunto da almeno quattro colpi, ha riportato lesioni a torace, addome, arto superiore destro e volto. L’uomo, dopo l’arrivo in ospedale, era già stato sottoposto a più interventi chirurgici, per poi essere ricoverato in Rianimazione. (Rete8)

Si tratta di mettere a confronto, a questo punto, la sagoma del killer, con quella dell’uomo misterioso e verificare se ci sono similitudini (Rete8)

Omicidio Pescara: inquirenti alle prese con gli errori del killer

Un agguato costato la vita a Walter Albi, architetto 66enne, mentre la seconda vittima, Luca Cavallito, 49 anni, è ricoverata in condizioni disperate in Rianimazione. L'attività investigativa della squadra Mobile è coordinata dalla Procura di Pescara, con il procuratore capo Giuseppe Bellelli e il sostituto Andrea Di Giovanni. (Tiscali Notizie)

Sono diverse le persone e gli ex compagni di squadra che hanno riconosciuto il Luca Cavallito, quel ragazzo che dal 1998 al 2008 ha giocato a calcio tra Ascoli, Castel di Lama e Porto San Giorgio. (il Resto del Carlino)

Un vero professionista, ci insegna la cronaca, si lascia sempre un paio di colpi in canna per eventuali contrattempi durante la fuga Il primo errore è proprio questo: l’aver svuotato l’intero caricatore sulle vittime, 6 colpi su Cavallito e 4 su Albi (Rete8)

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