Coronavirus, l’Europa riapre le frontiere esterne: ok a 15 Paesi, ma non agli Stati Uniti. Sì alla Cina

Il Fatto Quotidiano ESTERI

L’obiettivo è tutelare la salute degli europei tenendo fuori dalla lista quelli ad alto rischio e dunque dove i contagi sono alti, come gli Stati Uniti ed il Brasile.

La lista sarà rivista ogni 14 giorni, con l’aggiunta di nuovi paesi a seconda delle rispettive curve epidemiologiche.

La lista sarà rivista ogni 14 giorni. Dal 1° luglio riaprono le frontiere esterne dell’Unione europea che dà il via libera agli ingressi da 15 Paesi terzi. (Il Fatto Quotidiano)

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Di certo, sarà obbligatorio indicare già nell’aeroporto di partenza extra Ue il domicilio in cui si intende fare la quarantena. (next)

Si dirà che quelli epidemiologici su cui si basa la decisione dell’Unione europea sono dati incontrovertibili certificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ora, sicuramente la Commissione mostrerà come tutti i parametri epidemiologici indicano che in Cina il coronavirus è quasi scomparso, mentre negli Stati Uniti no. (Nicola Porro)

L’Italia, per il momento, sceglie la linea della prudenza e anche per i viaggiatori in arrivo dalle nazioni incluse nella lista stilata dal Consiglio Ue rimarranno valide le restrizioni. Dopo aver riattivato la libera circolazione interna, l’Unione europea riapre le frontiere anche ai Paesi terzi. (La Stampa)

L'Italia ha votato a favore dell'approvazione della lista, mentre secondo alcune fonti Svezia e Polonia si sarebbero astenute. I governi dei 27 hanno approvato un elenco di Paesi la cui situazione epidemiologica legata al Covid-19 è considerata sufficientemente sicura. (AGI - Agenzia Italia)