Cop26, la ‘tragedia dei beni comuni’ che non ci fa agire in fretta contro i cambiamenti climatici

Il Fatto Quotidiano ESTERI

Per fortuna, la “tragedia” di Hardin non è una conseguenza necessaria della gestione dei beni comuni.

Il problema che abbiamo di fronte è quello descritto da Garrett Hardin già nel 1968 con il termine “tragedia dei beni comuni”.

E’ meglio di niente, ma è anche vero che si va avanti molto lentamente: dovremmo fare molto di più se vogliamo veramente fermare il cambiamento climatico.

Hardin aveva notato come l’interesse individuale si trovi spesso in contrasto con l’interesse comune quando abbiamo a che fare con qualcosa che appartiene a tutti. (Il Fatto Quotidiano)

Se ne è parlato anche su altre testate

Goldman Sachs Asset Management, che quest’anno era presente con una delegazione all’evento che si è tenuto a Glasgow, ha stilato una lista dei 10 punti salienti del Forum La lista di Goldman Sachs Asset Management. (Corriere della Sera)

In sostanza, con gli impegni annunciati dai diversi Paesi per il 2030 (2030 committments), si andrebbe verso un riscaldamento globale di +2,4 °C nel 2100, in confronto alla temperatura media registrata nel periodo preindustriale. (Qualenergia.it)

Meteo, EUROPA +2°C. COP21 di Glasgow: non sappiamo perché. Scienza: rischio Gelo

Al COP26 summit di Glasgow hanno parlato vari esperi, ed uno dei portavoci è stata Samantha Burgess, vicedirettore del servizio di monitoraggio del clima di Copernicus, oltre che vari scienziati. I gas serra naturali comprendono il biossido di carbonio (CO2), il vapore acqueo (H2O), l’ossido nitroso (N2O), il metano (CH4) e l’ozono (O3). (Meteo Giornale)

Ma quello che appare una novità, è che l’Europa ha avuto un aumento della temperatura media di circa 2,2 °C rispetto alla rivoluzione industriale. Queste potrebbero non avere conseguenze gravi in Europa come nel Nord America, in quanto il grande gelo europeo giunge dalla Russia. (Meteo Giornale)

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