Alla faccia del galateo: Letta vuole sequestrare Mattarella

Alla faccia del galateo: Letta vuole sequestrare Mattarella
Nicola Porro INTERNO

Dimensioni testo Piccolo. Normale. Grande. Enrico Letta in un’intervista televisiva non si è accontentato di dire che per il Quirinale bisogna individuare “un candidato con le caratteristiche di Mattarella”.

Ha aggiunto che “il massimo” sarebbe se fosse proprio l’attuale presidente della Repubblica a succedere a se stesso.

Secondariamente, evita che al sommo Colle vada, non dico un uomo scelto dal centrodestra, ma lo stesso Draghi, il quale, al contrario di Mattarella, non viene dalle file di nessun partito e per di più non è tipo influenzabile o attento agli equilibrismi politici

In prima istanza, la soluzione Mattarella permette di tenere in piedi l’alleanza coi grillini, che sono comunque il partito di maggioranza, e che per la riconferma del Presidente in carica (quello che a inizio legislatura volevano addirittura mettere sotto impeachment) si sono già espressi a livello di gruppo senatoriale. (Nicola Porro)

Ne parlano anche altri media

se ne uscì quasi perorando un governo dei militari qualora i partiti non avessero dato a Mario Draghi l'appoggio necessario. E cioè il fatto che proprio la concreta eventualità di farcela potrebbe far cambiare idea a Mattarella. (LiberoQuotidiano.it)

Non si è mai visto uno schieramento chiedere al proprio candidato alla presidenza della Repubblica di esibire i numeri necessari all'elezione Il centrodestra lo prega di sciogliere la riserva. (La Repubblica)

Perché un’azione politica che non ha nessuno scopo se non il successo personale è un’azione senza senso, senza direzione, senza nulla. Senza più senso del limite, la superbia porta a volare troppo in alto e a cadere giù senza quasi accorgersene. (L'HuffPost)

Perché la strategia di Silvio Berlusconi per diventare Presidente della Repubblica è destinata a fallire

Una personalità con la quale Draghi, confermato alla guida del governo, possa stabilire un rapporto di fiducia e di leale collaborazione. Corollario evidente, quasi una tautologia: si sgomberi il tavolo dalla più controindicata delle candidature, rispetto alla suddetta esigenza unitaria, quella di Berlusconi. (L'HuffPost)

Dopo essere arrivata sul 2-0, la squadra di Ralf Rangnick si è fatta riprendere sul 2-2, vanificando il vantaggio. Rangnick è rimasto soddisfatto di quanto visto: “Ha fatto una buona partita ed ha fatto vedere le cose che mi aspetto da lui ed il motivo per cui ho deciso di farlo partire dall’inizio”, ha detto il manager ad MUTV (Calcio In Pillole)

Letta si è esposto su Berlusconi, trincerandosi dietro la necessità del "nome condiviso", Conte deve prima capire fino a che punto controlla i suoi Grandi Elettori. Mentre i suoi fedelissimi lavorano per recuperare i voti che mancano sulla carta, lui è impegnato senza sosta per convincere Salvini e Meloni. (Fanpage.it)

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