Ostia, maxi processo Spada: Cassazione conferma l'accusa di mafia

Ostia, maxi processo Spada: Cassazione conferma l'accusa di mafia
Sky Tg24 INTERNO

I magistrati hanno rigettato i ricorsi degli altri imputati ritenuti inammissibili.

Il procedimento vedrà imputati Roberto Spada, già raggiunto da una condanna definitiva per la testata inferta ad un giornalista della Rai, Ottavio Spada (detto Marco) e Carmine Spada.

I giudici di piazza Cavour hanno sostanzialmente accolto le richieste del pg e disposto un nuovo processo d'appello per il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale. (Sky Tg24 )

Se ne è parlato anche su altre testate

E’ quanto hanno deciso i giudici della prima sezione penale della Suprema Corte nel maxi processo contro il clan del litorale romano accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale Luigi Birritteri. (Adnkronos)

Il clan Spada è un'associazione a delinquere di stampo mafioso. E' quanto ribadito dalla cassazione in linea con quanto stabilito in primo grado il 24 settembre del 2019 e poi ribadito dalla prima corte d'assise d'appello di Roma il 12 gennaio del 2021. (RomaToday)

Ostia, nel maxi-processo al clan Spada la Cassazione conferma le accuse di mafia. Il procedimento vedrà imputati Roberto Spada, già raggiunto da una condanna definitiva per la testata inferta ad un giornalista della Rai, Ottavio Spada (detto Marco) e Carmine Spada. (leggo.it)

La Cassazione: “Gli Spada sono un clan di mafia”

Lo ha deciso la prima sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza del maxiprocesso su 17 membri dell'organizzazione criminale di Ostia accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione, Luigi Birritteri, che aveva sollecitato la conferma dell'associazione a delinquere di stampo mafioso per il clan del litorale. (AGI - Agenzia Italia)

Il processo agli Spada è concluso. La Cassazione ha messo la parola fine, sancendo una realtà adesso inconfutabile: quella con base ad Ostia è una famiglia di mafia. (Repubblica Roma)

Gli Spada sono mafia. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nel maxi processo contro il clan del litorale di Roma. (Il Fatto Quotidiano)

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