Torino, assolto 19enne che accoltellò il padre violento: “Inizia a vivere”

Torino, assolto 19enne che accoltellò il padre violento: “Inizia a vivere”
LaPresse SPORT

La sentenza è stata letta dalla Corte d’Assise di Torino.

Alex Pompa è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato”.

Alex Pompa assolto dalla corte d'Assise, il pm aveva chiesto 14 anni dicendo di essere 'costretto'. È stato assolto Alex Pompa, il 19enne che il 30 aprile 2020 aveva ucciso a coltellate il padre a Collegno, nel torinese, per difendere la madre dall’ennesima lite violenta.

Le parole di Alex e della famiglia dopo la sentenza a Torino. (LaPresse)

La notizia riportata su altri giornali

La sentenza è stata pronunciata dalla corte di Assise di Torino (La Nuova Sardegna)

Alex: "Sono senza parole, non me lo aspettavo". Assoluzione perché il fatto non costituisce reato per Alex Pompa, il giovane che il 30 aprile del 2020 a Collegno uccise a coltellate il padre per difendere la mamma e il fratello dalle violenze del genitore. (Adnkronos)

«Dopo averla chiamata 101 volte al telefono, non appena mia madre era rientrata a casa, lui l’aveva aggredita, sembrava indemoniato», avevano raccontato Alex e Loris. Il ragazzo aveva ucciso il padre violento con 34 coltellate, sferrate con sei coltelli diversi. (Vanity Fair.it)

Uccise il padre per difendere la madre. Alex è stato assolto: «Non è reato»

I giudici del Tribunale di Torino hanno assolto Alex Pompa, il 19enne che il 30 aprile dello scorso anno uccise a coltellate il padre per difendere la madre. Secondo i magistrati della Corte d’Assise di Torino, dunque, il ragazzo non ha commesso alcun reato. (next)

Il 30 aprile 2020 Alex, da poco maggiorenne, aveva deciso di fermare l’ennesima lite familiare in cui il padre stava per picchiare la madre e il fratello. Dalla Corte di Assise del Tribunale di Torino è arrivata la sentenza per il caso di Alex Pompa, il ragazzo di 20 anni sotto processo per aver ucciso il padre con una serie di coltellate. (Open)

Sotto torchio una donna. L'omicidio si verificò il 30 aprile 2020 nella casa di famiglia a Collegno. La sentenza è stata pronunciata dalla corte di Assise di Torino. (Leggo.it)

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