Amazon confessa: dipendenti costretti a fare pipì nelle bottiglie

Amazon confessa: dipendenti costretti a fare pipì nelle bottiglie
Il Messaggero Veneto ESTERI

La società è stata quindi costretta a fare dietrofront: «Dobbiamo delle scuse a Pocan», ha detto.

Lo stesso regista Ken Loach, nell'ultimo film «Sorry we missed you», aveva rivelato questo agghiacciante particolare.

Il problema con gli autisti di Amazon è «di lunga data» e «riguarda tutto il settore», ha fatto sapere la società sottolineando: «Vorremmo risolvere il problema.

E' purtroppo vero, e non è quindi solo una leggenda, il fatto che i dipendenti di Amazon sarebbero a volte costretti a fare pipì nelle bottiglie di plastica, per non perdere tempo nelle consegne. (Il Messaggero Veneto)

Su altre fonti

Una situazione che ha permesso a questo tipo di settore, ed in particolare ad Amazon, di aumentare notevolmente i profitti. Oltre a restare in contatto con persone in ogni angolo del pianeta, grazie ad internet, ad esempio, è possibile acquistare prodotti di vario genere. (ContoCorrenteOnline.it)

Amazon, la confessione: «I nostri corrieri costretti ai bisogni in bottiglia durante le consegne»

Amazon non ammette ritardi nelle consegne e così ammette di costringere gli autisti ai bisogni in bottiglia. Amazon confessa: «Bisogni in bottiglia per non fare tardi». In un primo momento Amazon ha negato con ironia: «Veramente crede che facciano la pipì nelle bottiglie? (leggo.it)

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