Il 2021 sarà finalmente l’anno di un ETF su bitcoin?

Il 2021 sarà finalmente l’anno di un ETF su bitcoin?
Cryptonomist ECONOMIA

Ad esempio pochi giorni fa New York Digital Investment Group (NYDIG) ha fatto una nuova richiesta alla SEC riguardo l’approvazione del suo NYDIG BITCOIN ETF, lanciato in collaborazione con Morgan Stanley.

Si chiama Purpose Bitcoin ETF (BTCC) ed è scambiato alla borsa di Toronto giovedì.

Infatti il 18 febbraio 2021 è stato lanciato un ETF su bitcoin in Canada.

Ascolta qui download. In realtà il 2021 è già l’anno di un ETF su bitcoin, ma non in USA (Cryptonomist)

Su altri giornali

Google, ufficialmente conosciuta come la sua entità madre Alphabet (GOOGL), occupa il quinto posto con un market cap di circa 1.400 miliardi di dollari. Questo è un forte indicatore dell'aumento del valore, della fiducia e dell'adozione del Bitcoin e dell'industria delle criptovalute. (Cointelegraph Italia)

Il calcolo è presto fatto: sono approssimativamente 18,6 i milioni di bitcoin esistenti ed il controvalore è arrivato a sfiorare i 55 mila dollari l’uno: è sufficiente una semplice moltiplicazione per capire quanti zeri occorra utilizzare per descrivere il valore che ha raggiunto il fenomeno Bitcoin a livello globale. (Punto Informatico)

Di conseguenza, oltre all’importanza del brand, questa scarsità digitale è probabilmente ciò che avvicina le istituzioni prima a Bitcoin Fonte: Tradingview. (Cointelegraph Italia)

I pericoli del web decentralizzato in un mondo centralizzato

Dogecoin: qualcuno possiede il 28% di tutta la valuta in circolazione, chi è il ‘Super Doggo’? I ricercatori, in altre parole, in assenza di altri indizi non sono in grado di conoscere l’identità del ‘Super Doggo‘ che possiede il 28% di tutti i Dogecoin emessi. (Lega Nerd)

In un post sul blog della società, il CEO di OKCoin Hong Fang ha spiegato di aver deciso di rimuovere i token per proteggere gli investitori da una "campagna di disinformazione”. (Cointelegraph Italia)

Servizi di posta elettronica fuori uso, video su YouTube interrotti a metà, milioni di persone colpite anche se solo temporaneamente. Considerando che un incredibile 25% di tutte le operazioni di Ethereum nel mondo utilizzano Amazon Web Services, le preoccupazioni in questo contesto appaiono perfettamente ragionevoli (Cointelegraph Italia)

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