Norvegia al voto, le sinistre ci sperano

Norvegia al voto, le sinistre ci sperano
L'agone ESTERI

Nel 2017 si era formato un esecutivo di minoranza tra l’Hoyre e i populisti del Fremskrittspartiet, (FrP, partito del progresso)

Il governo ha la proprietà dei maggiori operatori del settore oltre al controllo delle licenze di esplorazione e produzione.

Non solo il distacco tra la destra e i laburisti potrebbe aumentare di diversi punti a favore dei socialdemocratici ma sarebbero gli storici alleati centristi a perdere consensi. (L'agone)

Ne parlano anche altre fonti

Il primo tema dello scontro infatti è la divergenza tra chi vuole continuare ad affidare al petrolio la priorità nella produzione della ricchezza nazionale, come i conservatori ora al governo e pare destinati alla sconfitta e i socialdemocratici eredi di Jens Stoltenberg, e chi invece vuole accelerare l'addio a estrazione e ricerca di greggio e altri combustibili fossili in nome della salvezza del clima e dell´ambiente (la Repubblica)

La ricchezza della Norvegia deriva, principalmente, dal settore energetico sia rispetto al gas naturale che all’idroelettrico. La Norvegia è infatti il terzo esportatore mondiale di petrolio, dopo Arabia Saudita e Russia, che gli garantisce il 42% delle esportazioni delle produzioni del paese fornendo lavoro a 200mila persone (su 5,3 milioni di abitanti) e rappresenta il 25% del (Il Manifesto)

Petrolio o ambiente? Il paradosso norvegese alla prova del voto

E sebbene il fondo abbia iniziato a diversificare il suo portafoglio, disimpegnandosi gradualmente dagli idrocarburi per investire anche nelle energie green, rimane azionista di molte compagnie petrolifere Il peso di petrolio e gas. (Il Sole 24 ORE)

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