Spunta un accordo fra Tim Cook e Pechino

Corriere del Ticino ECONOMIA

Pazienza se a scapito dei valori democratici e di investimenti che hanno favorito lo sviluppo economico e tecnologico del principale avversario americano

Intesa proseguita anche sotto la presidenza Biden, che ha messo nel mirino Pechino come avversario geopolitico numero uno, anche nella sfida per il dominio in campo tecnologico.

Ma ha dovuto sottostare alle richieste censorie del governo cinese di togliere app e contenuti ostili a Pechino e alle sue politiche. (Corriere del Ticino)

Se ne è parlato anche su altre testate

Quindi, in breve e soprattutto indirettamente, potrebbe aver permesso la crescita delle realtà cinesi quali Xiaomi, ma anche vivo o OPPO. Quello che si profila dalla richiesta del governo cinese a Apple potrebbe avere risvolti da non sottovalutare. (GizChina.it )

Spunta un accordo quinquennale segreto firmato nel 2016 dall'amministratore delegato di Apple Tim Cook con la Cina per assicurarsi il successo nel Paese asiatico evitando ostacoli burocratici e regolatori, in cambio di investimenti nel Paese pari a 275 miliardi di dollari. (L'Unione Sarda.it)

Lo rivela la testata “The Information” sulla base di documenti interni e dichiarazioni di dirigenti della compagnia, coperti da anonimato. Leggi anche altre notizie su Nova News. Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram (NovaNews)

Alla base del successo di Apple però potrebbe esserci un accordo tra Tim Cook (Amministratore Delegato di Apple) e il governo cinese. Apple è uno dei marchi più forti e riconoscibili al mondo (per la precisione, è secondo solo ad Amazon) e questo è dovuto anche alla sua distribuzione capillare in tutti i mercati mondiali. (DR COMMODORE)

L’accordo, che prevedeva un esborso da parte della società americana di circa 275 miliardi di dollari in 5 anni, aveva lo scopo di placare i funzionari del governo cinese, che credevano che Apple non stesse facendo abbastanza per l’economia del paese. (InvestireOggi.it)

Cook, infatti, è stato anche l'architetto principale dell'attuale catena di approvvigionamento dei prodotti di Apple, che è fortemente radicata in Cina Ad oggi, Apple ha onorato la sua parte dell'accordo beneficiando di un'elusione massiccia delle limitazioni che sarebbero normalmente imposte alle società straniere. (Corriere della Sera)

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