Dopo la telefonata a Fedez Pd e M5s (ma anche Salvini) chiedono le dimissioni dei vertici Rai

Dopo la telefonata a Fedez Pd e M5s (ma anche Salvini) chiedono le dimissioni dei vertici Rai
L'HuffPost INTERNO

E così oggi in tanti chiedono le dimissioni di chi ha avuto un ruolo in questa storia.

E ancora: “I vertici di rai 3 devono dimettersi subito perché oggi hanno protetto Salvini e domani lo faranno con qualcun altro.

Fedez ha raccontato di aver ricevuto una telefonata della Rai in cui gli si sottolineava “l’inopportunità” del suo discorso.

“Comprendo l’imbarazzo dei vertici Rai nel rapportarsi con un artista come Fedez ma non prendiamoci in giro perché in ogni ambito della dirigenza pubblica italiana c’è un concreto gap generazionale. (L'HuffPost)

Su altri media

I nuovi vertici vi pongano fine — Peppe Provenzano (@peppeprovenzano) May 2, 2021. Rai, l'ad Salini: "Non abbiamo mai censurato Fedez né chiesto i testi". Sulla vicenda, diventata ormai una patata bollente per viale Mazzini, interviene anche l'Ad Rai Fabrizio Salini. (Today.it)

Una ricostruzione che viale Mazzini ha smentito ufficialmente, ma che trova riscontro nella chiamata in vivavoce registrata dallo stesso rapper. A pronunciare la parole sistema nel corso della chiamata a Fedez, proprio dopo essersi presentato, è Massimo Cinque, capo autore del programma (Il Fatto Quotidiano)

Fedez-Rai, è scontro totale. La versione dell'Ad Salini: "Non abbiamo censurato nessuno"

Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti". "In questi tre anni - spiega - ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. (Adnkronos)

Doveva essere un segnale di ripresa della musica live e che segnale è stato: quello che si è alzato dal palco del concertone del Primo Maggio è stato un vero e proprio urlo. Già, perché gli artisti, Fedez in testa, erano in una vera e propria crisi di astinenza da pubblico. (La Stampa)

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